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 Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17

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†Hinata†

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MessaggioTitolo: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 19, 2007 3:29 am

Ok, finalmente questa fic vede la luce del web!!! E' circa un mese che la scriviamo, io e la mia amicuzzola Bad Devil, che ringrazio immensamente per la sua pazienza e bontà! >*********< ti voglio bene piccola!!!!! Allora, metto alcune avvertenze per questa fic... E' una fic su Naruto, una Yaoi, NC17, la coppia la scoprirete voi XD Spero vi piaccia ^^ presto posterò anche il secondo capitolo.... commentate ;-) Kixox a tutti!! Aru Ja!!

Titolo: Pain and Pleasure
Capitolo 01: Convivenza Forzata

<<Perché mai mi hanno assegnato uno come te come guardia...?!>> domandò velenoso il più giovane Kazekage della storia di Suna
<<Bhe, forse perché sono il migliore>> rispose con un sorriso il genio dell'impegno.
<<Ah beh... di quello dubito fortemente!>> Il rosso ancora non riusciva a capire il motivo per il quale il governo di Konoha l'avesse assegnato a quel ragazzo!! Rock lee... Si ricordava di lui... Era stata una delle sue vittime in passato e per questo credeva che non fosse un granché nel combattimento.
<<Intanto sono secondo solo a Neji! Sono già Jounin! E questo dimostra che posso benissimo stare con te!>> rispose guardando di sottecchi l'altro. Anche lui non capiva perché proprio lui era stato scelto come sua guardia del corpo. Forse perché aveva la stessa età? Non ci contava troppo nemmeno sul fatto che fosse già Jounin. C'erano persone che avevano molta più esperienza ed abilità di lui, come il maestro Gai o anche Kakashi.
<<Allora potevano mandarmi Neji... Il vostro governo proprio non teme per la mia vita, se la affida alle tue mani... >> Il ragazzo scosse la testa. Certo... probabilmente si sbagliava su Lee... magari era davvero migliorato... Probabilmente non voleva stare con lui per paura di ricordare il passato.. Quello che era stato... e... quello che gli aveva fatto.
<<Pensi che sia così debole?>> mormorò il giovane, dispiaciuto. Gli faceva male sentire quelle parole, ma la cosa strana era che gli faceva così male perché uscivano da quella bocca invitante. Ormai sapeva di non essere etero, ma doveva per forza innamorarsi del Kazekage di Suna? Sospirò ferito.
<<Si, lo penso>> mentì Gaara avvicinandosi pericolosamente al ragazzo dai capelli scuri. Lo superava di poco in altezza, e i suoi occhi lo scrutavano in attesa di una eventuale prossima mossa.
<<Sappi che non lo sono. Altrimenti non ti avrebbero affidato a me>> rispose sempre più ferito, ma senza farlo notare. Il suo sguardo, di solito raggiante di felicità, era scuro e severo.
<<Lo vedremo>> mormorò il rosso in un soffio... Ci fu un istante in cui... non riuscì a distogliere il suo sguardo da quello di RockLee... Non era stato mai bravo a capire i sentimenti delle persone... Ma sapeva che in lui c'era qualcosa che non andava. Sembrava affranto... Si chiese se fosse stato lui a causargli una tale reazione...
<<Sei in ritardo. Dovresti già essere dall'hokage>> disse freddamente Lee. Gli costava molto essere così freddo con lui, ma non poteva fare altrimenti. Ora Suna e Konoha erano in pace, ma poi? Non avrebbe mai voluto e dovuto innamorarsi di Gaara.
<<Certo certo... Ora ci vado.>> Lo squadrò malignamente dall'alto in basso. <<Tu non mi accompagni?>>
<<Sono obbligato dall'ordine ricevuto>> rispose più glaciale ancora. Possibile che fosse una statua quel ragazzo? Dai suoi occhi non riusciva a percepire nulla, né dello stato d'animo né dei suoi pensieri.
<<Lo immaginavo... Almeno vedi di non rallentarmi. Fammi strada.>> Disse alzando lo sguardo, dandosi un tono di superiorità che probabilmente non possedeva. Con un gesto rapido ma allo stesso tempo aggraziato si scostò alcune ciocche rosse dal viso... Aveva i capelli dello stesso colore del sangue... Lo stesso sangue che molti innocenti avevano versato al suo passaggio. Tremò <<Andiamo.>>
Il giovane di Konoha si affrettò a precederlo verso l'ufficio del quinto hokage, Tsunade. Lo guardò di sottecchi e diventò ancora più triste. Ma che gli prendeva? Anche se non poteva amarlo era comunque lì con lui no? Avrebbe tanto voluto parlarne col suo Sensei...
Vide il ragazzo bussare alla porta dell'ufficio dell'hokage... Sembrava pensieroso... Ma ora avrebbe dovuto accantonare questi pensieri! Ora doveva parlare di lavoro... con quella donna... Entrò nella stanza per poi chiudersi la porta alle spalle. Lui sarebbe rimasto fuori.. ad attenderlo.
<<Era ora. Vi siete fatto attendere, giovane Kazekage>> fu il commento acido di Tsunade. Ma perché Suna aveva eletto un marmocchio come capo?
Lee si sedette fuori dall'ufficio, in attesa che il Kazekage finisse di discutere con l'hokage. Non aveva idea di quanto potesse durare, quindi si mise a sonnecchiare. In quei giorni non aveva dormito granché, soprattutto al pensiero di dover proteggere Gaara. Non era impegnativo il compito in sé, quanto il dover sopportare il caratterino del rossino.
Il ragazzo fece scorrere lo sguardo sulla non molto rassicurante figura della donna... <<Mi scuso del ritardo... Aveva detto di avere informazioni per me sull'Akatsuki... mi dica...>> si sedette di fronte a lei
La donna gli passò una busta sigillata <<E' troppo pericoloso parlarne. Qui ci sono dei documenti e delle foto. Quando sarete tornato al vostro villaggio, vi pregherei di prenderne atto>> disse solo, seriamente.
<<Veramente... pensavo di iniziare la missione seduta stante. Se per voi di Konoha non è un problema, chiaramente...>> Prese saldamente la busta e puntando i suoi gelidi ed inespressivi occhi verde acqua contro quelli rassicuranti della donna
<<C'è troppo pericolo per noi. Chiaramente, potete anche fermarvi qui e visionarli, ma non intendo offrire all'Akatsuki motivi per attaccare il villaggio>> rispose al gelido sguardo con tale freddezza da mettere timore.
<<Le ricordo...>> sibilò a denti stretti e alzandosi <<..che non sono uno sprovveduto. Pertanto non mi tratti come tale.>> Uscì dall'ufficio chiudendo con uno strattone la porta alle sue spalle. Fuori vi trovò la sua 'guardia' amabilmente addormentata...
Si avvicinò a lui. All'inizio era tentato a ridicolizzarlo per quel gesto... Svegliarlo con un po' del suo pungente sarcasmo... Ma sembrava così tranquillo che non ci riuscì. Posandogli cautamente una mano sulla spalla lo scosse.
Lee si svegliò di soprassalto. Si era addormentato! Vide il Kazekage accanto a sé. <<Mi..mi dispiace, non succederà più, nobile Kazekage>> mormorò, alzandosi in piedi di scatto. Non avevano una buona relazione, ora poteva solo averla peggiorata.
<<Non preoccuparti... sembri stanco>> fece qualche passo lungo il corridoio <<Non ho intenzione di tornare a Suna molto presto. C'è in questo villaggio un posto dove io possa alloggiare senza che nessuno lo sappia?>> chiese voltandosi verso il giovane ragazzo.
Sorrise <<C'è il mio appartamento...non é molto grande..>> propose con più enfasi del necessario. Il suo cuore iniziò a battere molto velocemente.
Si fermò a riflettere...Avrebbe passato molto tempo in sua strettissima compagnia...Nel suo appartamento. Pensieri poco puliti lo sfiorarono, ma lui scosse la testa. <<Andrà bene>> Si..sarebbe andato davvero bene.
Il suo cuore saltò uno, due battiti <<Bene! Ti faccio strada!>> sorrise felice. Avrebbero passato del tempo assieme. Avrebbero condiviso il letto!
Il Kazekage lo seguii lungo la strada senza proferir parola. Non distava molto dagli uffici, disse, e così era effettivamente. Si trovò davanti ad un piccolo appartamento modesto e non perfettamente ordinato. Era accogliente... Esattamente l'opposto della sua terra natia.
Lee lo fece accomodare <<Non é molto ordinato...d'altronde vivo solo e...insomma, io mi ci trovo bene...mi spiace..>> disse, chiudendo la porta dietro di sé. Ci pensò un attimo e poi si rese conto della cavolata! Non doveva scusarsi, perché mai avrebbe dovuto?!
<<Non scusarti... andrà bene lo stesso...>> e in effetti, ammise tra sé e sé, andava più che bene. Non aveva niente a che vedere con la miseria di Suna... si poteva quasi dire che gli piaceva...
<<Bhe...fa come se fossi a casa tua..>> disse il giovane di Konoha. Erano li da meno di cinque minuti e già era in totale imbarazzo! Doveva calmarsi. Una bella doccia sarebbe stato l'ideale. <<Io..vado a farmi una doccia, tu...fa quello che vuoi..>> disse, dirigendosi in bagno.
<<Che maleducato...>> disse scuotendo la testa il rosso... <<Sono io l'ospite, no? Non dovrei farla prima io?>>
<<Bhe..hai chiesto tu di essere ospitato...>> rispose l'altro, pensandoci bene.
<<Stai dicendo che dovrei decidere io?>> Fissò i liquorosi occhi del giovane Jounin <<Insieme? Ti andrebbe...>>
<<Bhe...io non ho problemi, siamo due ragazzi...Ti serve un cambio di vestiti?>> domandò, mentre camminava verso la propria camera da letto. Zio caro, ma perché aveva accettato?! Avrebbe voluto sotterrarsi...istantaneamente.
<<Solo se non si tratta di quei -cosi->> disse indicando offensivamente la tuta verde che il ragazzo era solito portare. La stessa tuta che però delineava perfettamente la figura magra ma comunque atletica di RockLee. Il solo pensiero che presto lo avrebbe visto completamente svestito gli fece mancare un battito.
<<Ho anche abiti da cerimonia, se vuoi. O da funerale!>> rispose, sorridendo. L'unico che avrebbe potuto indossare era quello da funerale, identico per tutto il villaggio, bambini, ragazzi, uomini e anziani. Prese il suddetto vestito ed un altro per sé e li portò in bagno. Iniziò a far scorrere l'acqua, per renderla bella bollente. Prese due accappatoi e un paio di salviette da un mobiletto in legno semplice.
<<Se vuoi, l'acqua é pronta!>> urlò al suo neo-coinquilino.
<<Arrivo...>> bisbigliò il giovane Kazekage entrando nella sala da bagno. Fece scorrere il suo sguardo nella stanza. Le pareti bianche, coperte da piastrelle, un finissimo pavimento di ceramica... RockLee intento a spogliarsi... <<Ehm!>> camuffò l'imbarazzo con un colpo di tosse. E' logico che si stia spogliando!! E' un bagno...
<<Bhe? Non ti imbarazzerai mica, spero!>> ridacchiò, finendo di spogliarsi e mettendo i vestiti sporchi in una cesta, per poi entrare nella doccia.
<<Ovvio che no, non dire idiozie>> 'Certo che si, non dire idiozie!!' ripeté a se stesso con enfasi lasciando che la freddezza che era in lui sopita emergesse. Lentamente iniziò a rimuovere i suoi indumenti per poi imitare RockLee e metterli nella cesta, entrando nella doccia.
<<E' un po' stretta, ma va bene comunque, no?>> rispose, sempre con lo stesso sorriso. Ovvio che sorridesse, era in doccia con Gaara! Prese la doccietta e iniziò a dirigere l'acqua sul suo corpo, per poi lanciare un'occhiata divertita al Kazekage.
<<N-non c'è problema...>> disse in preda all'agitazione il rossino. Non aveva mai fatto nulla del genere con nessuno... Non c'era nemmeno da pensarci... lui... lui non era nemmeno mai stato baciato!!
Lee indirizzò il getto d'acqua verso il viso del segreto amore.
<<Cosa fai?!>> Disse nervosamente il ragazzo coprendosi il viso con le mani per evitare il getto d'acqua. Sentì il Jounin ridacchiare mentre smetteva di indispettirlo e prendeva del sapone.
<<Sei più carino coi capelli bagnati...sei..sexy!>> disse, semi serio. Si pentì subito di quello che aveva detto. Prese lo shampoo, se lo mise in una mano e incominciò a lavarsi i capelli, fissando apparentemente interessato il muro.
<<Io... io cosa?>> Mormorò tra l'incuriosito e l'intimorito Gaara abbassando lo sguardo mentre una voce dentro di lui gli diceva che non andava bene abbassare lo sguardo mentre era con un altro uomo completamente svestito. Fece finta di nulla e prese lo shampoo iniziando a frizionarsi i capelli per eliminare la tensione.
Lee sospirò. Si mise sotto il getto d'acqua per risciacquare i capelli, mostrando le spalle all'ospite. Era eccitato e doveva cercare di nasconderlo a Gaara.
<<Io ho finito..>> mormorò, tentando di uscire dalla doccia. Ma non aveva considerato la scivolosità della doccia, così cadde al di fuori della doccia, il sedere a terra, gambe aperte.
<<Attento!>> Cercò di dire Gaara provando a trattenerlo con un braccio... Fu allora che se ne accorse... Era... Lui era... <<Ma cosa..?!>>
Lee si rimise in piedi, si coprì con un accappatoio e uscì dal bagno, chiudendosi in camera sua. Perché? Perché per una volta non poteva essere fortunato? Almeno in quello! Si distese sul letto, tentando di calmarsi e cercando una scusa per quell'imbarazzante inconveniente.
Che stava pensando a Sakura? Non ci avrebbe creduto, perché avrebbe dovuto pensare a lei? E se gli avesse detto la verità? Era confuso, non si era mai trovato in una situazione lontanamente simile!
Gaara si risciacquò velocemente, per seguire l'altro nella stanza. Lo trovò sul letto con le mani tra i capelli. <<Che ti è preso?!>>
Lee sbarrò gli occhi, spaventato. Ma perché lo aveva seguito? Non poteva, come sempre, farsi gli affari suoi?! <<Nulla, perché?Sono stanco..>> tentò di dribblare la vera domanda.
<<Non sono uno stupido!! Ti ricordo una ragazza tanto da procurarti certi effetti?!>> Si era sentito usato... preso in giro... E dire che quell'idiota iniziava a piacergli!
Il giovane si alzò dal letto e gli si parò davanti. Lo fissò intensamente, poi, molto velocemente, lo prese saldamente per le spalle e lo baciò. Una leggera pressione sulle labbra dell'altro.
Gaara non riuscì a dire o fare nulla. Riusciva solo a percepire il contatto delle labbra dell'altro sulle sue. Dentro di se aveva una moltitudine di emozioni... Ma.. perché se gli piaceva così tanto... si sentiva come sporcato?
<<Non l'hai ancora capito? Sembri una ragazza e ti voglio per questa notte!>> mentì spudoratamente. Il suo cuore strideva di dolore, eppure...eppure poteva fare solo quello! L'idea gliel' aveva data proprio il rossino, tra l'altro. Si aspettava di essere malmenato, o un ceffone come minimo.
Il ragazzo non riuscì a dire nulla... Non si era mai trovato in una situazione simile... Aveva paura... Non sapeva cosa fare, cosa dire.. Come comportarsi... Poté solo poggiare nuovamente le sue labbra contro quelle di RockLee
(continua...)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 19, 2007 3:30 am

<<Allora ti sta bene? Fare solo sesso e basta? Con un ragazzo?>> Disse, staccandosi dal rosso. Tentò di sembrare felice, di volere davvero andare solo a letto per una volta e basta.
<<Io..>> quelle parole lo avevano ferito... Si era forse comportato come una volgare prostituta...? Si odiò per quel motivo... Fece per allontanarsi ma qualcosa lo trattenne.
<<Bene...se è questo che vuoi..>> disse glaciale il 'sopracciglione' . Lo prese, gli tolse l'accappatoio e lo buttò malamente sul letto
<<Ah!>> Gaara si lamentò quando si senti sbattuto contro la morbida superficie del letto... Stava.. stava per... <<Aspetta!!>> Cercò di mormorare sentendo le labbra dell'altro baciargli il collo
<<Zitto. Lo vuoi anche tu no? Dillo che lo vuoi, cavolo! Dillo!>> Urlò, in preda al rimorso. Le lacrime iniziarono a rigargli il volto. Non era stato capace nemmeno di usare violenza contro di lui. Era un bene, no?
Invece di baciarlo, iniziò a picchiarlo con i pugni, scaricando sul povero Kazekage il suo nervosismo, la tensione e il dolore.
<<I-io...>> reclinò il viso di lato, sconvolto. Ma in un certo senso lo voleva... O forse era il suo stupido lato sentimentale a parlare... Voleva sentirsi amato ad ogni costo. Ma capì con tristezza che il suo 'compagno' aveva idee ben diverse per la testa. Un pugno lo ferì al labbro. <<Basta...!>>
<<Basta?! Quando io ti imploravo, tu ti sei fermato, nh?...Rispondi, ti sei fermato, quando io dicevo basta?! Sei un bastardo, solo quello!>> Aumentò l'intensità e la forza delle botte. Ma perché non riusciva a dichiararsi? Perché non gli diceva semplicemente "ti amo" invece di "sei un bastardo"?
<<Mi dispiace...>> cercò di dire tra una botta e l'altra il giovane Kazekage. Si sentì morire. Lo odiava... Beh.. oramai ci aveva fatto l'abitudine... Tutti lo odiavano... Lui era 'pazzo'... Era colui che non riceveva amore... Perché ora le cose avrebbero dovuto cambiare?
<<Ti dispiace?! Tutto qui, che ti dispiace?! Ho rischiato di morire per colpa tua, lo capisci? Lo capisci questo?!>> urlò con tutta la rabbia repressa. Smise di picchiarlo e lo guardò. Ma non c'era odio nei suoi occhi, era...dispiaciuto. Dispiaciuto da quello che aveva fatto. Si trovava inginocchiato davanti a lui, aveva il fiatone e non sapeva più cosa fare.
Il giovane sovrano di Suna guardò il suo 'aguzzino' implorante, forse per la prima volta in vita sua. Lui, che non aveva paura né dell'Akatsuki né di altro, aveva paura di un coetaneo? Perché non riusciva a reagire? Voleva essere amato, non usato!
<<Con me non serve mentire così!>> Disse il ragazzo ignorando le tacite suppliche del rosso e bloccando entrambi i suoi polsi sopra la testa con una mano. <<Non mi faccio più fregare da uno come te.>> Disse ancora con più enfasi mentre faceva scorrere la mano libera sul petto di Gaara.
<<Non voglio fregarti..>> rispose, tentando di liberarsi le mani e di sfuggire al contatto dell'altro.<<Lasciami stare...>> mormorò, sempre più preoccupato.
<<Non mi importa che hai da dire.>> Mormorò in fretta prendendo nuovamente possesso delle sue labbra. Lo avrebbe fatto stare zitto in un modo o nell'altro, si disse. Le sue dita accarezzarono vogliose il corpo dell'altro.
Gaara sentì la lingua dell'altro infilarsi nella propria bocca. Gli occhi si riempirono di lacrime. Era da quando aveva ucciso Yashamaru che non piangeva. Morse la lingua dello stupratore. Non si sarebbe concesso così facilmente.
<<Uhm!>> Si lamentò RockLee staccandosi precipitosamente dalle labbra del ragazzo colpendolo poi al viso con uno schiaffo. <<Cosa credi di fare?!?>> Gli urlò contro colpendolo nuovamente al viso. Oramai non c'era tempo per i rimorsi. Doveva arrivare fino in fondo.
<<Basta...non voglio...non voglio...>> mormorò, tenendo gli occhi chiusi. Si era convinto che, non vedendo ciò che succedeva, ne avrebbe sofferto meno. O così sperava.
Il giovane Jounin ignorò i lamenti dell'altro seguendo con le labbra lo stesso percorso delle sue mani. Gli baciò lo sterno, i pettorali scolpiti, l'addominale... Con una mano gli sfiorò il capezzolo sinistro facendolo rabbrividire.
Il suo cuore saltò un battito. No, doveva reagire, non doveva lasciarsi andare! Ritrasse velocemente le gambe al petto e spinse via Lee con tutta la forza che aveva. Non si sarebbe arreso, a costo di dover chiamare aiuto. Si rannicchiò contro la parete.
Lee ovviamente schivò il colpo che il giovane aveva cercato di sferrargli, ma così facendo gli consentì una piccola via di fuga.
<<Non ti avvicinare...>> mormorò. Sentiva Shukaku impazzire dentro di sé. Aveva paura di perdere il controllo e di fargli del male. Bhe, proprio dispiaciuto non sarebbe stato, ma almeno doveva evitare di ucciderlo, soprattutto con l'aiuto del Demone Tasso!
<<Ora pagherai per tutto...>> Approfittando del fatto che fosse appoggiato ad una parete lo girò, in modo che gli desse le spalle.
Gaara si irrigidì. Tentò di scappare, ma la presa dell'altro era fin troppo salda. Lo guardò con terrore puro, paura e supplicandolo silenziosamente con gli occhi. Aveva la gola secca. Avrebbe voluto che chiunque, persino quell' imbranato di Naruto, fosse arrivato lì, ad aiutarlo.
Con un gesto rapido lo scoprì dell'ultimo indumento rimasto e lo costrinse a divaricare appena le gambe.
<<No, ti prego! Qualsiasi cosa ma...no...>> Iniziò a tremare visibilmente. Tentò ancora di scappare, ma l'altro non ne voleva sapere. Perché proprio lui? Perché non un altro?!<<Taci>> disse solo allargando i sodi glutei del rosso e posizionandosi tra le sue gambe. Una delle sue mani lo toccò constatando che era piuttosto eccitato anche lui, nonostante le lamentele.
<<No, ti prego, no!>> tentò un ultimo appello, sapendo che ormai era del tutto inutile. Avrebbe potuto attingere all'immenso potere di Shukaku, ma non voleva ucciderlo.
<<Non pregarmi perché tanto non ti ascolterò. Tu non lo faresti.>> E dicendo quest'ultima frase lo violò dolorosamente.
Iniziò a urlare e le lacrime cominciarono a scorrergli sulle gote, sia per il dolore che provava sia per la rabbia sia contro se stesso per la debolezza, sia per la durezza e la cattiveria della sua guardia del corpo. Perché non la smetteva? Perché proprio lui? Perché se lo meritava, si rispose. Lui era stata una fonte di guai per quel ragazzo e basta.
Senza preoccuparsi delle urla del Kazekage iniziò subito a spingere in lui, con violenza. Entrava in lui crudelmente per poi strapparlo e dilaniarlo quando usciva. La tenera carne aveva ceduto in fretta e questo non faceva che farlo sentire più sporco dentro. Era strettissimo... Gli piaceva da morire.
La vittima perse presto il fiato, l'energia e la ragione per resistergli. Si lasciò andare, continuando a piangere. Era troppo per lui. Era impotente, lo aveva ferito nel profondo, in tutti i sensi.
Lo afferrò con ferocia per i fianchi andando sempre più a fondo con le spinte. La sua mano si occupava dell'erezione del rosso ormai tesissima.
<<Ti odio...ti odio...perdonami...perdonami...>> i singhiozzi interruppero il suo parlare a vanvera. Lo odiava, eppure...eppure non ci riusciva completamente. Sapeva che in parte, forse in gran parte, era colpa sua.
Quelle parole lo scossero. Non riuscì a spiegarsene il motivo... Ma ora quel 'perdonami' l'aveva come risvegliato. Oramai era tardi per scusarsi o per smettere... Rallentò di poco il movimento del bacino evitandogli altro dolore finché non venne in lui.
<<Perché? Perché lo hai fatto?>> mormorò, scosso dal dolore, dalla paura e,anche, dal piacere a cui il suo corpo istintivamente rispondeva.<<Perché? Io non ti odio!>> urlò. Non capiva più nulla. Sperava solo che quell'incubo finisse presto.
<<Nemmeno io ti odio...>> disse uscendo dal corpo del rosso, seguito da un un sottile rivoletto di sperma misto a sangue... Era questo che aveva fatto? Provò disgusto per se stesso.
Il rosso colse l'occasione per girarsi e guardarlo in faccia. Lo guardò in cerca di risposte. Che quello fosse l'amore? Allora non gli piaceva. Avrebbe preferito restare senza amore allora. <<Ti prego, dimmi perché...>>
Lee scosse la testa, incapace di parlare. Si alzò dal letto, si vestì velocemente alla meno peggio ed uscì dalla stanza, andando a sedersi in veranda. Non riusciva ancora a crederci a quello che aveva fatto. Si odiava...e quelle parole...si prese le ginocchia al petto e ci appoggiò la testa. Avrebbe voluto il suo sensei...
(continua..)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 19, 2007 3:32 am

Gaara era a pezzi. Si era sentito spezzato nel profondo. Trattato senza rispetto... E non lo sopportava... Si strinse le spalle per un istante facendosi coraggio... Alla fine lo fece... Si sfiorò nel punto in cui RockLee era appena... Gli venne la nausea al solo pensiero... Osservò con timore le punte delle dita e in fretta distolse lo sguardo. Avrebbe voluto piangere...
Dovevano parlarne. Si alzò e guardò verso il villaggio. Poi tornò in casa e si mise a preparare la cena. Apparecchiò per due, ma non se la sentiva proprio di mangiare. Si sedette, appoggiando la testa sul tavolo e aspettò. Aspettò la reazione di Gaara.
Uscì dal bagno e vide ciò che lo aspettava. Un tavolo apparecchiato con la cena già servita. <<E questo cosa dovrebbe significare?>>
<<Nulla. Se hai fame.>>Mormorò appena, affranto. Non riusciva ad alzare lo sguardo. Si sentiva in colpa. E come non poteva esserlo?
<<Non so se mi potrai perdonare..>> riuscì infine a dire, alzando il capo, implorante. Lo stesso sguardo che, poco prima, gli aveva rivolto l'altro.
<<Sai... mi sono chiesto per anni cosa fosse l'amore... Cosa significasse riceverne...>> Prese una pausa. <<Se questo è amore, fa davvero schifo.>>
<<No!>> disse, velocemente, alzandosi di scatto e facendo cadere la sedia <<Io...io ti amo, ma...non sono riuscito a dimostrartelo nel giusto senso...avevo paura e adesso...mi faccio schifo...ho solo peggiorato la cosa...>>
Gaara scosse la testa <<Non mi importa quello che dici... Tu.. tu mi...>> non riuscì a continuare e non sostenendo lo sguardo dell'altro lo abbassò.
Gli si avvicinò e lo strinse a sé. Non aveva senso quel gesto, se non come ultimo appiglio di speranza. Lo abbracciò con tutto l'amore che aveva.
<<No...!>> Rantolò Gaara allontanandosi da Lee <<Non toccarmi!>> Quasi urlò tanto era in preda al nervoso...
Lee lo riabbracciò ancora più forte, tentando di calmarlo. Ma come poteva farlo se un attimo prima lo aveva violentato? Iniziò a piangere.
Il Kazekage non resse più e crollò. A terra. RockLee a seguirlo. Non ce la fece più ed esasperato pianse ancora. Appoggiò la fronte alla spalla del ragazzo mentre calde lacrime gli solcavano gli occhi cerchiati da pesanti occhiaie.
<<Non lo so perché l'ho fatto...non so se mi perdonerai mai ma io ti amo, ti giuro...vorrei uccidermi e...se vuoi lo faccio, se...se ti farebbe sentire meglio...però...perdonami....perdonami...perdonami...>> sussurrò all'orecchio dell'altro <<Dammi un'altra possibilità, ti prego...ti scongiuro, ti amo troppo...>> Iniziò ad accarezzargli il capo, per calmarlo.
Lo aveva appena violentato... allora perché si sentiva al sicuro tra le sue braccia? <<Non so cosa sia l'amore. Nessuno me l'ha mai mostrato,e tu non fai eccezione.>> Si allontanò di poco da lui.<<Ho colpe più pesanti della tua, come ben saprai.>> A due millimetri dalle sue labbra mormorò <<Stammi vicino>>
<<Non ti lascerò più e non ti farò mai più del male, amore mio. Non sopporterei il tuo odio...meglio la morte..>> mormorò.
All'improvviso la porta si aprì <<Ehi, Lee, hai già cen..?>> la frase si fermò a metà. Altri non era che il suo sensei invocato fino a poco prima, Gai Maito.
Il giovane Jounin si immobilizzò, sbiancando di colpo. Ma perché non imparava a bussare?! Si voltò verso il sensei <<Se..sensei...>> lo salutò, a bassa voce.
L'uomo guardò nell'appartamento e li vide. Entrambi con l'aria triste, abbracciati l'un l'altro... <<Ma cosa...?>>
<<Sensei...cosa ci fai qui..?>> domandò Lee, rialzandosi velocemente ed aiutando il Kazekage a fare altrettanto.
<<Ero passato a salutarti... Non sapevo fossi occupato...>> disse marcando velenosamente l'ultima parola vedendo il suo allievo più' promettente tra le braccia del ragazzo che gli aveva distrutto la vita.
<<No, io...non ero occupato, siamo...caduti e basta...vero, Gaara?>> domandò, voltandosi verso di esso. Gliene avrebbe parlato lui, da solo però.
Il ragazzo dai capelli rossi non disse nulla, e quando si alzò RockLee uscì per parlare col suo maestro.
<<Senti, dovrei parlarti...>> iniziò l'adolescente, guardando da un'altra parte invece che in viso di Gai. Faceva così quando aveva fatto qualcosa che non doveva, e il suo maestro lo sapeva bene. <<Se ti dicessi...che sono innamorato di lui, ma...ho commesso un errore..?>> iniziò con una domanda. Non voleva deluderlo troppo, quindi lo avrebbe preparato.
<<Tu... cosa?!>> Mormorò a denti stretti il sensei... Che lui si fosse innamorato di Gaara gli sembrava incredibile, e altrettanto stupido e sacrilego. <<Cos'hai fatto?>>
Il ragazzo si sedette sul dondolo. Non avrebbe retto lo sguardo del maestro. Lo avrebbe odiato? Non lo sapeva, ma sperava di no. <<Sei come un padre per me...da quando i miei sono morti, dieci anni fa...ti sei fatto in quattro ogni giorno per me...ho provato a...a non innamorarmi ma, non ce l'ho fatta...è successo e basta e...>> poco alla volta, si disse. Non doveva essere troppo precipitoso.
Il maestro si appoggiò ad una sbarra guardando il ragazzo fisso negli occhi. <<E' un ragazzo.>> disse solo.
<<Lo so...non so perché proprio un ragazzo, perché lui e tanto meno com'è successo...>> mormorò, tentando di pensare ad un modo per dirgli che lo aveva...violentato...
Lo vide torcersi le mani nervosamente, e allora capì che c'era dell'altro. Lo conosceva bene, e come giustamente aveva detto prima, in un certo senso l'aveva cresciuto.
<<Vorrei...vorrei che quello che ti dirò ora...lo terrai solo per te, sensei...è l'unico desiderio che ho...>> mormorò, alzando il capo e guardandolo negli occhi.
L'uomo non esitò un istante nell'annuire. Nonostante non condividesse la sua 'pseudo relazione' col Kazekage avrebbe provato ad aiutarlo.
<<Io...ho commesso uno sbaglio...orribile...>> chinò il capo. Non avrebbe retto allo sguardo di Gai. <<Io....Io....Iol'hoviolentato>> mormorò velocemente, troppo velocemente.
Lui si fermò un istante. <<Lee guardami in faccia e ripetilo.>> Aspetto una reazione che non avvenne. <<Lee guardami!!>>
<<Non...io non...non volevo...non so cosa mi è preso, eravamo in doccia e un attimo dopo lo stavo picchiando, sul letto e poi...poi...>> il giovane finì per l'ennesima volta in lacrime. Non riusciva a guardare in faccia l'uomo che considerava un padre.
Il sensei fece alcuni passi in direzione del ragazzo e gli diede un pugno in faccia. <<E' questo che ti ho insegnato?>> Gli chiese retoricamente fissandolo con rabbia. <<Nulla giustifica uno stupro. Maschio, femmina, bello o brutto che sia. Nulla!!>>
<<Io...io...>> non sapeva cosa rispondere. Non aveva scuse, come gli aveva ricordato. Non poteva e non voleva chiedere appello a nulla, perché sapeva che questo era giusto.
<<Lee.>> disse attirando l'attenzione del ragazzo. <<Premetto che non condivido questo tipo di relazioni, ma ti voglio bene per come sei.>>
<<Io...io sono una persona orrenda! Come fa a volermi ancora bene?>> urlò, esasperato. Perché nessuno l'aveva ancora preso a botte? Perché nessuno lo uccideva? Stai scappando, caro, si disse tra sé. Non voleva scappare o non avrebbe risolto nulla.
<<Su su in piedi!!! Ora va' da lui e scusati!!!>> Gli disse accennando un sorriso... Era giovane, e tutto sommato era anche un bravo ragazzo. Anche se quel Gaara se lo meritava, quello che aveva fatto non aveva giustificazioni. Quando vide Lee allontanarsi in direzione della casa si disse di aver fatto un buon lavoro nel crescerlo...
Il giovane entrò in casa, si chiuse la porta dietro di sé e cadde a terra, sconfitto. Non riusciva più a fare nulla. <<Gaara..>> chiamò, debolmente. Il giovane, non sentendo una risposta, guardò in camera da letto e vide il giovane amato dolcemente addormentato. Chiuse la porta a chiave, spense tutte le luci e si accucciò accanto a lui. Avrebbe dovuto chiamarlo e parlargli, ma vederlo così dolcemente addormentato non ce la fece. Lo abbracciò e si addormentò anche lui.

§************** Fine Capitolo 01**********§

Spero vi sia piaciuto ^_- commentate!! a presto il cap 02!!!!!!
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Mar Apr 24, 2007 10:17 am

sunny Vai Gaara! E vai lee! Sono per il coronamento del vostro amore *__*! *anche se per un attimo ho voluto strozzare Lee*
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 26, 2007 3:22 am

Tutti avrebbero voluto strozzare Lee XD ecco il secondo capitolo sunny sunny leggete e commentate *_*

Capitolo 02: Pentimenti
Era giunta la mattina e Gai non aveva chiuso occhio la notte precedente a causa delle rivelazioni del suo allievo... Aveva stuprato Gaara. Un maschio. Un Kazekage!!! Sarebbe dovuto andare da lui... e così fece.
Lee si svegliò dolcemente. Vide che il suo compagno stava ancora 'dormendo', o meglio, si stava riposando dato che non poteva dormire a causa di Shukaku. Si alzò e andò in bagno a lavarsi e a cambiarsi. Non sapeva come sarebbe potuta essere la giornata, ma ciò che doveva succedere sarebbe successo. Si mise ai fornelli per preparare una colazione per due.
L'uomo nel frattempo aveva raggiunto l'abitazione di RockLee. Attese un istante e bussò.
Il giovane si spaventò, essendo ancora abbastanza intorpidito. Andò alla porta, fece girare la chiave e la aprì, trovando il maestro. << Sensei.. >> mormorò, facendolo entrare.
<< Ciao Lee >> iniziò l'uomo accomodandosi in casa. << Ho pensato molto a quello che mi hai detto ieri sera... E... Credo che dovresti dirlo a Tsunade... >>
<< Perché? >> mormorò semplicemente, apparecchiando per tre. << Lei...lei non c'entra nulla! >> scattò nervoso.
<< Lee.. Hai aggredito un Kazekage... Potrebbe creare tensioni politiche che né io né tu possiamo immaginare... >>
<< Non...non penso che...lui vorrà andare in giro a dirlo e.... >> non voleva dirlo a quella donna. Sarebbe stata persino capace di ucciderlo. Mise delle frittelle nel piatto del Sensei e si voltò << Sarà meglio che svegli Gaara... >>
Mentre il ragazzo si girava in direzione della camera Gai mormorò << Se non lo farai tu, lo farò io. >>
<< No...tu non puoi farlo! Io...io... >> il giovane fece dietro front e si parò a fianco del maestro-padre.
<< Cerca di capire... Lui è importante per i villaggi... Se una cosa del genere trapelasse ci sarebbero troppe conseguenze. >>
<< Io non andrei in giro a dirlo! Gaara non penso...l'unico che potrebbe parlare sei tu, ma preferisco pensare che non lo diresti a nessuno. >> perché? Perché per lui era così importante dirlo all' hokage? Non lo capiva affatto. La tensione e il nervoso crescevano in lui.
Gai scosse la testa << Lo conosci. Potrebbe tornare a Suna e dichiararci guerra. >> Lo guardò serissimo << Sai che è abbastanza pazzo da farlo. >>
<< No. Non per una cosa del genere. Mi voglio fidare di lui. >> mormorò a denti stretti. Era la prima volta che si rivolgeva in quel modo a Gai.
<< Io no. >> disse solo il sensei, per poi alzarsi e andare in direzione della porta. << Ti aspetto stamattina all'ufficio di Tsunade. Vedi di presentarti... >>
<< Perché? Perché ce l'avete tutti con lui? >> mormorò, andandosi a parare davanti all'uomo.
<< Lee... ignoro il motivo per cui ANCHE TU non ce l'abbia con lui... Le cose stanno così. >>
<< Perché voglio credere che sia cambiato...tu non andrai a spifferare tutto all' hokage! >> urlò, bloccando il sensei per i polsi.
Lui lo schiaffeggiò, allontanandosi poi verso la porta dell'abitazione.
<< No...non ci andare! >> urlò, abbracciandolo da dietro. << Non...voglio che lo sappia... >> mormorò, più calmo.
L'uomo non rispose inizialmente. Sospirò. << Mi dispiace, Lee... >> e così dicendo se ne andò.
Il giovane sospirò. Ma perché doveva farlo? Potevano prima parlarne con Gaara, no? Aveva paura di ciò che poteva fargli l'hokage. Prese i due piatti usati e iniziò a lavarli, con quelli della sera prima.
Intanto Gaara, che era stato oggetto di discussione si svegliò... Ma non era propriamente giusto dire così... In fondo lui non dormiva mai. Sentendo dei rumori provenire dalla cucina si alzò.
Il giovane in tuta verde si voltò sentendo dei rumori e sorrise << Buongiorno...ti ho preparato la colazione, se...hai fame.. >> finì di dire, tristemente e tornando a guardare i piatti.
Gaara rispose al saluto e si sedette al tavolo. Il dolore che aveva provato il giorno precedente non l'aveva ancora abbandonato completamente, anche se ora era quasi completamente passato. Si chiese come mai RockLee sembrasse così triste...
<< Spero...siano ancora calde le..cialde.. >> mormorò talmente a bassa voce che non fu sicuro che il giovane Kazekage lo avesse sentito. Si mise ad asciugare i piatti. Gai era già arrivato dall'hokage? Gli aveva già detto tutto? Gli occhi si riempirono di lacrime e lasciò cadere il piatto, che si infranse a terra.
<< Ah! >> Disse Gaara spaventato... Si era distratto e quel rumore l'aveva colto di sorpresa. Si alzò << E' successo... qualcosa...? >> Disse con la voce tremula, incapace di nascondere il timore di essere nuovamente toccato da lui.
<< Nulla, mi...mi è scivolato... >> sussurrò, raccogliendo malamente i cocci. Si tagliò un dito e imprecò. Le lacrime non volevano saperne di stare dentro...perché poi piangeva? Quella era la cosa giusta da fare, e lo sapeva. Benissimo.
Gaara gli si avvicinò... Perché dopo tutto quello che gli aveva fatto si preoccupava per lui? Si maledisse quando sentì dalla sua bocca uscire parole di conforto, e lo fece ancora di più quando una sua mano gli si posò sulla spalla.
Le lacrime sgorgarono dai suoi occhi a fiumi. Immaginava la punizione. Probabilmente non avrebbe mai più potuto vedere Gaara. E quello gli faceva davvero male, il solo pensarlo. Aveva fatto male ad assaggiarlo, non avrebbe mai dovuto. << Gai lo..lo dirà all' hokage.. >> disse tra i singhiozzi.
Gaara non seppe cosa rispondere...Ignorava che pure quell'uomo sapesse dell'accaduto... Si chiese cosa sarebbe successo dopo...
Avrebbero lasciato correre?
Improbabile...
Lo avrebbero punito?
Forse...
Li avrebbero separati?
...
A questo non osò rispondersi.
<< Io...non volevo, io..ti amo... >> riuscì a mormorare solo, tra i singhiozzi. Probabilmente lui sarebbe stato felice. Non capiva perché era li, ma il suo silenzio era eloquente. << Tu mi odi ed...è giusto così.. >> disse, alzandosi e buttando via ciò che rimaneva del piatto.
Lui lo... amava?
<< Tu non puoi...! >> Disse più a se stesso che a Lee. Lui non riceveva amore. MAI. Stava mentendo.
<< Si che posso. Non so perché. Ma non preoccuparti, so...che tu mi odi, ed è più che giusto così >> ripeté a se stesso. Avrebbe voluto scappare. Con lui. In un posto lontano. Da tutto. Da tutti.
Il rossino scosse la testa. << Nessuno mi ama. E tu non fai eccezione!!! >> Sentirgli dire quelle parole gli aveva riportato alla memoria Yashamaru, e quello che aveva patito per causa sua...
<< Hai ragione...forse se ti amassi davvero, non sarei riuscito a...a... >> non riusciva a fermare le lacrime. Ma perché? Non era lui che soffriva, era Gaara...e perché era lui a piangere e a disperarsi?
Il Kazekage si allontanò... Non si aspettava nemmeno quelle parole... Forse era vero... ma...
In quel momento avrebbe voluto avere i suoi fratelli accanto a sé.
Il giovane si asciugò le lacrime e iniziò a mettere in ordine. Dato che non aveva la minima intenzione di andare dall'hokage, l'hokage sarebbe dovuto venire da lui. Ci mise circa mezz'ora, poi si sedette al tavolo, nascondendo il viso nelle braccia.
Gaara restò immobile. Probabilmente perso nei suoi pensieri. Che cosa sarebbe successo ora, si chiese cercando in tutti i modi di trattenere le lacrime.
<< L'unica cosa che vorrei.. >> mormorò dal suo guscio Lee << ...é il tuo perdono, ma so che non lo avrò... >>
L'altro ragazzo lo guardò con tristezza. Aveva preso brutalmente la sua verginità... Era un po' tardi... Però... Se non gliene fosse importato nulla probabilmente avrebbe evitato tutte queste scene...
<< Penserai che...non mi importa nulla di te...e..che non ti ami, ma vorrei fartelo capire che...io ti amo... >> bisbigliò, parandoglisi davanti ancora in lacrime. Gli occhi erano diventati tutti rossi.
Gaara non seppe come ribattere. Sapeva solo che era insostenibile il silenzio che si era creato tra di loro. Si alzò e lo baciò... Sfiorò le sue labbra dolcemente, con le proprie, e poi si ritrasse attendendo una reazione.
All'improvviso qualcuno bussò con vigore alla porta.
Lee sbiancò e iniziò a tremare. Non poteva farsi vedere in quello stato dall'hokage. Corse in bagno a rinfrescarsi, poi corse alla porta, che non cedeva per miracolo sotto i colpi. << Sensei....Quinta Hokage... >> disse senza traccia di lacrime o singhiozzi, facendoli entrare.
Il ragazzo dai capelli rossi tacque mentre spostava lo sguardo dalla donna, al sensei.
La donna si sedette senza tanti complimenti e fece cenno a Lee di sederle di fronte.
<< Gai mi ha detto tutto...E' una cosa molto grave ciò che hai fatto. Soprattutto per il gesto in sé, ma anche perché hai alzato violenza contro un Kazekage...vorrei sentire la tua difesa..sempre se ne hai una.. >> disse la donna, guardando con furore il giovane Jounin.
<< Io...non ho scusanti... >> rispose l'imputato, abbassando il capo.
<< Bene, stando così le cose...In quanto a hokage del villaggio, ti ritiro la licenza di ninja a tempo indeterminato...Ci penserà poi il tuo maestro a ritirare il tutto... >> disse, scrivendo su un piccolo registro.
Lee si slacciò il copri fronte dalla vita e lo pose sul tavolo guardandolo con tristezza. Tutti i suoi sforzi...buttati al vento per un attimo di sesso che, a pensarci bene, non gli era piaciuto così tanto.
Dopo aver preso il copri fronte di Lee,Tsunade si voltò verso il rosso << Vorrei anche che Lei, giovane Kazekage, si trovasse un altro luogo in cui sostare. Per la sua incolumità, capisce.. >>
<< Non sono d'accordo. >> Disse il giovanissimo Kazekage sfidando lo sguardo gelido della donna. << Già troppe persone sanno della mia presenza qui. Ne va' dell'incolumità del mio villaggio, e anche del vostro. >>
<< Questo lo lascio decidere a voi. Con permesso.. >> la cinquantenne si alzò e se ne andò, senza dire o fare altro.
Gaara avrebbe dovuto scegliere... Ma davvero non sapeva cosa sarebbe stato meglio... Stare ancora con RockLee, provando tutte quelle sensazioni a lui sconosciute, oppure affidarsi alle mani di qualcun altro?
Il ragazzo verde vestito si alzò e in assoluto silenzio iniziò a radunare sul tavolo tutto ciò che Gai doveva portargli via: shuriken, rotoli, kunai e altre armi. Le mise tutte in gruppo e guardò con astio il maestro.
Solo che Gaara non poté sopportarlo. Sbatté entrambe le mani sul tavolo e velenosamente disse << Private la mia guardia di tutti i suoi averi? >>
<< Gaara...per favore...è giusto che sia così, io...non sono più la tua guardia del corpo... >> sussurrò, continuando a guardare Gai quasi a volerlo uccidere.
Il Kazekage lo ignorò e senza distogliere lo sguardo da quello del sensei Maito rispose << Se Konoha vorrà ancora avvalersi del mio aiuto ridate alla mia guardia i propri averi!! >>
Gai invece non riusciva a capire... Che ricambiasse i sentimenti di Lee?
<< Gaara...se ci sono problemi perché non vuoi che altri sappiano che tu sei qui, allora il Maestro Gai ti farà da guardia del corpo. Non ci vedo problemi. >> rispose apaticamente. Era meglio così. Che sparisse dalla sua vita. Nessuno ne avrebbe sofferto. Non è vero, caro, gli rispose la sua coscienza. Lui ne avrebbe sofferto, e moltissimo, ma ora la cosa più importante era l'incolumità del Kazekage.
<< Tu taci. E' innegabile che Lee sia più forte di lei... Non è vero Sensei Maito? >> Rispose il rosso quasi ringhiando.
<< Zitto! Tu non hai voce in capitolo! E' successo tutto per colpa tua, maledettissima puttana! >> urlò, picchiando un pugno nel muro.
Il Kazekage con estrema calma si girò verso di lui, fulminandolo con i suoi bellissimi occhi acqua marina. << Mi sembra. Di averti detto. Di tacere. >> disse scandendo bene le parole. << Ricordati bene... >> iniziò sfoderando un sorriso seducente e al contempo perverso << che se ti voglio ancora con me è unicamente per fartela pagare a modo mio... >>
<< Calmi voi due... >> Disse Maito cercando di frapporsi tra i ragazzi.
<< Sentite... vi lascio qui a discuterne tra di voi... prendete una decisione sensata alla svelta. >> E così dicendo il sensei se ne andò lasciando i due da soli.
<< Che cazzo ti prende ora?! Potevi andartene...perché sei restato? >> domandò, buttando all'aria il tavolo.
Già Gaara... perché sei restato? Domando a se stesso il Kazekage. Gli aveva detto di amarlo e subito si era fatto illusioni... Non era diverso dal tipo di donna che sua sorella disprezzava...
<< E ora perché non rispondi?! Sei sordo?! O sei scemo?! No, scusa...tu sei solo una..una... >> il giovane si morsicò le labbra. Non riusciva a dirlo. Non voleva. Era differente la cosa. Te lo sei giocato scemo, pensò. Ormai era tardi per ogni cosa.
Gaara si mosse talmente in fretta che Lee non ebbe il tempo di accorgersene. Sentiva la sua mano premergli la gola nel tentativo di strangolarlo. Dopo quello che gli aveva fatto.... chiamarlo puttana?!
Gliel'avrebbe fatta pagare ad ogni costo!!
Lee tentò di sfuggire alla presa, ma era del tutto inutile. Era troppo forte. Sentì un'incredibile voglia d'aria. Lo stava uccidendo sul serio!
Le energie lo abbandonarono. Un sorriso gli solcò il viso. Aveva ragione. Gliela stava facendo pagare cara. Ciò che non era riuscito a fare prima, lo stava facendo ora.
Il Kazekage si fermò. Come lasciò la presa sul collo di RockLee, il ragazzo cadde a terra. Ne approfittò per tirargli un calcio nello stomaco. Ma... nonostante lo sentisse gridare, la sua ira non si placava... Il suo dolore non lo abbandonava.
L'ex-Jounin si rannicchiò su se stesso per evitare che l'aggressore gli facesse fin troppo male. Ma perché si comportava così? No, non Gaara, Gaara lo comprendeva. Cos'era preso a se stesso. Faceva cose che sapeva non andavano fatte, diceva cose che non avrebbe mai voluto dire.
Ogni colpo che gli dava era seguito da una motivazione... Una era per averlo reso così debole... L'altra per averlo violentato... Ma quando arrivò all'offesa ricevuta pianse e si fermò.
Il nero si alzò in piedi e gli asciugò una lacrima col pollice. << Me ne andrò io. Per sempre. >> gli disse, sorridendo.
<< Non toccarmi!!!!! >> Gli urlò contro. Non voleva che se ne andasse... Ma sarebbe stato meglio così.. Se avesse vacillato ancora Shukaku avrebbe potuto prendere il sopravvento. E allora sarebbe stata la fine per tutti quanti.
(continua...)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 26, 2007 3:29 am

(..continua)
Lee si ritrasse, poi andò in camera sua a fare una piccola valigia con l'indispensabile.
Nel momento in cui capì cosa aveva intenzione di fare lo fermò, abbracciandolo da dietro. Appoggiò la fronte sulla sua schiena, soffocando leggeri singhiozzi.
<< Gaara... >> mormorò Lee. Non doveva voltarsi. Doveva andarsene. << Per favore, devo...andarmene.. >> Si voltò verso il compagno << Non piangere. Non per uno come me. Non me lo merito >> rispose, asciugandogli le lacrime.
<< No... Voglio sapere... >> iniziò con la voce tremula guardando Lee negli occhi << Perché l'hai fatto... >>
<< Anche se te lo dicessi...cosa cambierebbe...mi odieresti comunque no? >> rispose, sarcasticamente.
<< Io.... non ti odio... >> disse il ragazzo a bassa voce...
<< Tu...vuoi sapere perché? Non lo so...avevo...paura... >> confidò, accarezzandogli una guancia imperlata di lacrime.
Gaara reclinò il viso, andando a fissare il pavimento... << Io... >> non riuscì a continuare, le labbra di Lee si posarono sulle sue.
<< Avevo paura di te... >> continuò, vergognandosi di quei sentimenti.
Quelle parole infransero Gaara come uno specchio. Nessuno lo amava perché era terrificante... Oramai lo sapeva. Ma allora perché l'aveva violentato?
<< Avevo paura di te...che mi rifiutassi perché...sono un ragazzo.. >> finì di spiegare, stringendolo a sé. Lo avrebbe picchiato di nuovo?
Lui non disse niente, ma ricambiando la stretta cercò le sue labbra per un bacio.
Lee lo prese in braccio con delicatezza e lo pose sul letto. Iniziò a baciarlo con più passione, aspettando una reazione da parte dell'altro.
Quando capì le intenzioni di Lee, tremò, ma poi... quando si accorse della dolcezza che metteva in ogni movimento decise di lasciarsi andare. Timidamente incontrò ancora le sue labbra, calde e morbide, e dopo un primo momento di smarrimento provò a leccarle delicatamente... Non aveva idea di quello che stesse facendo, ma gli piaceva...
Il giovane catturò le labbra del rosso in una sequenza di caldi baci, mentre con le mani esplorava il petto dell'amante.
Gaara quando avvertì le mani dell'altro accarezzargli il petto gemette... Gli sfiorò prima i pettorali scolpiti, poi l'addominale ben delineato... Le sue mani gli arrivarono al viso, accarezzandolo dolcemente...
Lee, sempre continuando a baciarlo, fece lentamente scendere le mani al basso ventre del quindicenne.
In quel momento qualcosa in Gaara scattò. I movimenti di RockLee gli riportarono alla mente i fatti della sera precedente, ed ebbe paura. Si allontanò di scatto da lui. << Scusami... Io... non ce la faccio... >>
Il ragazzo di Konoha rimase per un istante scombussolato, poi sorrise dolcemente. Lo capiva perfettamente. << Non devi scusarti, é...normale.. >>
Il Kazekage tacque. Sapeva che era giusto così... Eppure in questo modo gli sembrava quasi di mancargli di rispetto...
Rock Lee si alzò dal letto. << Non avete nulla da fare, giovane Kazekage? >> gli domandò, retoricamente. Avrebbe fatto finta di nulla.
<< Si... in effetti si... >> mormorò alzandosi dal letto e andando a recuperare la busta che l'Hokage gli aveva consegnato il giorno precedente. Con cautela la aprì.
<< Forse dovrei lasciarti solo.. >> mormorò con un mezzo sorriso stento. Non voleva lasciarlo da solo. Ma sapeva bene che doveva.
<< Sei la mia guardia no? Dove credi di andare? >> disse guardandolo di sottecchi, per poi concentrasi sui documenti... C'erano foto, schede... Nomi e origini. Ma niente su dove si trovassero.
<< Non posso più essere la tua guardia...a meno che mi farai battere senza armi... >> disse, chiudendo la porta e le imposte delle finestre. Almeno un po' di prudenza, si trattava pur sempre di documenti riguardanti Hokage e Kazekage. << Di che parlano quei documenti? >>
<< Te le farò riavere. Non c'è un bel niente... Dice i nomi di chi ne fa parte... il villaggio d'origine... Ma niente sulla loro attuale locazione. Niente su come si muovano o quale sia il loro obbiettivo... >> Spiegò osservando la foto di un ragazzo biondo dai capelli lunghi.
<< Di chi parli, scusa? >> domandò, sbirciando da sopra le spalle del Kazekage. Un piccolo trucco per sentire il profumo dei suoi capelli color sangue. Non era un gran che come paragone, ma era proprio così.
<< Akatsuki. >> disse Gaara osservando un'altra foto.
Era Itachi Uchiha... Aveva sterminato il suo clan, lasciando in vita solo il fratellino Sasuke...
<< Moriranno di vecchiaia... >> mormorò, scuotendo il capo.
<< Mh? >> chiese curioso non capendo la battuta
<< Intendevo che non riuscirete mai ad ucciderli...insomma, ragiona! A malapena riuscite a contrastare Orochimaru... >> spiegò, incrociando le braccia al petto.
<< Ah beh... stai praticamente dicendo che la mia è una missione suicida... >> Passò ad un'altra foto. Un ragazzo dai capelli rossi... Era quello con la stessa abilità di suo fratello Kankuro...
<< Esatto. E sai bene che lo é >> mormorò, aggrottando la fronte. Doveva cercarli e abbatterli. Non gli piaceva la missione che, sapeva bene, si era auto-affidato.
<< Almeno tentiamo... il resto verrà da se... >> disse sospirando, prendendo in esame un'altra foto.
<< Io...non voglio che tu..non voglio perderti.. >> mormorò alle sue spalle, tristemente. Sapeva che a Gaara di quello non importava: era un Kazekage, era un ninja e...aveva il cuore di pietra.
<< Già... >> disse distrattamente senza ascoltare le parole del ragazzo poiché troppo preso dai suoi pensieri...
Sarebbe morto?
Probabilmente si... ma doveva tentare!
<< Ti prego...Gaara, ascoltami.. >> disse il nero. Perché non voleva capirlo? Poteva benissimo pensarci Konoha ad Akatsuki. E Suna si sarebbe concentrata su Orochimaru...almeno era meno pericoloso...
<< Qualcuno dovrà farlo, e scusami se te lo dico, ma dubito che a Konoha ci sia qualcuno più forte di me. >> disse lasciando cadere lì il discorso Si passò distrattamente le mani tra i capelli color sangue pensando a Itachi... Aveva sentito a lungo parlare di lui... Aveva sterminato il suo clan ed era il più puro erede dello sharingan...
<< Allora io verrò con te. Ninja o meno che io sia, non ti lascerò da solo >> decise. Non gli importava di poter usare kunai e shuriken: lui era un genio della velocità e delle arti marziali.
Gaara lo guardò con sufficienza. Si mosse fulmineamente portando il suo viso a pochi centimetri da quello dell'altro. Mosse la mano e la sabbia avvolse Lee.
<< Non riesci a prevedere un semplice attacco come questo... Cosa pensi di fare? >>
<< Io non voglio saperti morto, mentre io sono qui a...fare nulla! Non riesci a capirlo? >> domandò spazientito il giovane.
<< Questo posto è migliore senza gente come me. >> dissolse la sabbia intorno al corpo del ragazzo e si allontanò.
<< Perché dici così? >> gli urlò dietro Rock Lee, raggiungendolo e prendendolo per un braccio, fermandolo.
<< Lo sappiamo bene entrambi! >> disse fulminandolo con lo sguardo. Con uno strattone si liberò di lui.
<< Per me...è migliore se ci sei tu... >> sussurrò, portandosi una mano al cuore in un gesto istintivo.<< Non voglio che tu muoia.. >>
<< E perché mai non dovresti volerlo? Tanto di me non ti importa. >> disse velenosamente, alludendo ai fatti avvenuti la sera precedente. Certo, prima si stava lasciando quasi andare con lui, ma era stato un momento di debolezza. Non poteva permettersi di vacillare.
Lee lo tirò a sé e gli portò una sua mano sul suo cuore << Pensi che mi batta così il cuore...con tutti i ragazzi? >> chiese.
<< La cosa non mi riguarda. Puoi fare quello che ti pare. Lasciami in pace. >> fu la secca risposta del rosso.
<< Si che ti riguarda..perché io ti amo. O vengo con te o mi suicido. >> gli intimò. Sapeva che probabilmente avrebbe dovuto tentare il suicidio, pensando alla probabile risposta del rosso.
<< Smettila di dirlo, se non vuoi che ti ammazzi io con le mie mani... >> gli rispose Gaara minaccioso...
<< Allora fallo. Perché pur di dirti che ti amo morirei! >> gli urlò in faccia, tutto rosso e imbarazzato.
Sapeva bene che lo avrebbe fatto: Gaara diceva, Gaara faceva.
Ma forse non in quel caso. C'era qualcosa che l'aveva trattenuto più volte dall'ucciderlo. Quando l'aveva stuprato qualcosa gli aveva impedito di evocare Shukaku e ora stava agendo di nuovo... Si girò scontrosamente appoggiandosi alla finestra. Pioveva.
<< Cos'hai? Ti stai forse tirando indietro? Bene...Ti seguirò ovunque tu vada! >>
<< Lascia perdere. >> 'Moriresti anche tu...' si disse. Che fosse quello il vero problema? Si stava preoccupando per lui?!
<< Perché dovrei lasciare perdere?!....Ma tanto è inutile parlarne, ti sarei più di peso che d'aiuto, ora come ora... >> disse flebilmente il giovane.
Lo guardò un istante.
<< Esatto >> mormorò tornando ad osservare la pioggia. Si sentiva sporco in quel momento...
Stava mentendo, ma non era la prima volta che lo faceva... solo che...
Questa volta faceva più male.
(continua..)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Gio Apr 26, 2007 3:31 am

<< Sei triste... >> osservò dopo qualche momento di silenzio. All'inizio gli era impossibile percepire dei cambiamenti di umore in lui, eppure...ora gli sembravano cose evidenti.
<< .... >> Gaara non rispose continuando ad osservare le gocce di pioggia infrangersi contro il vetro.
Lee sospirò e si distese sul letto, mettendosi le mani nei capelli. Non sperava di potergli essere utile contro l'Akatsuki. <<Ma precisamente, cosa dicono quelle carte di tanto importante?>>
<< Niente. Assolutamente niente. >> mormorò.
<< E' meglio che tu vada in cucina...starai più comodo.. >> mormorò guardandolo tristemente. Ora era del tutto inutile, e meno ne sapeva di quella faccenda meglio era. Era stato privato delle sue due ragioni di vita. Cosa ci faceva ancora lì, allora?
Gaara seguì tacitamente il suo consiglio e si allontanò... Doveva riflettere...
Rock Lee si rigirò nel letto, pensando a cosa avrebbe fatto da quel momento in poi. Il Kazekage sarebbe dovuto tornare a Suna prima o poi. Lui non era più un ninja e non avrebbe avuto nessun motivo per andare in pieno deserto. Passarono due ore senza che l'adolescente trovasse una soluzione. O meglio, una soluzione l'aveva, ma....Ma infondo a pochi interessava di lui, e di certo non a Gaara. Rovistò nel comodino accanto al letto e, appena trovò ciò che cercava, si diresse in bagno senza farsi scorgere e vi si chiuse dentro, con aria triste, afflitta, disperata.
Chiuse la porta a chiave.
Si mise davanti allo specchio e guardo la propria immagine riflessa.
Oramai aveva deciso; non doveva avere ne dubbi ne ripensamenti.
Si guardò il polso destro e vi avvicinò la lama di un coltellino svizzero. Tentennò per un attimo, dubbioso se era davvero la cosa giusta da fare.
Certo che lo é, stupido, si rispose.
Con un gesto veloce, fece scorrere la lama sul polso destro,perpendicolare alle vene, spingendo la lama in fondo.
Socchiuse gli occhi e delle lacrime gli rigarono il volto. Cadde a terra.
Doveva riuscire a tagliare anche l'altro. Tentò di prendere il coltellino con la mano destra ma non ci riuscì.
Il giovane Kazekage tornò nella stanza. Aveva preso una decisione. Avrebbe lasciato che Lee tornasse a occuparsi di lui, ma quando tornò nella stanza non lo trovò. Penso che potesse essere in bagno, e in effetti era lì... Ma da quel luogo proveniva anche un forte odore di sangue...
<< LEE! >> urlò sbattendo le mani sulla porta nel tentativo di aprirla. Non ci riuscì e allora decise di ricorrere alla sabbia.
Mosse la mano destra e la porta crollò.
La scena che gli si presentò davanti lo raggelò. Lee.
A terra, con un polso insanguinato e un coltello nell'altra mano...
<< STUPIDO >> urlò il Kazekage avvicinandosi a lui e assicurandosi l'entità del danno. Fortunatamente non era un taglio molto profondo... Prese un asciugamano, iniziando a tamponare il sangue che aveva perso... Dopo lo portò sul letto aspettando che rinvenisse.
Lee iniziò a fare sogni confusi, incubi strani che si alternavano a momenti completamente bui. Alcune scene appartenevano al suo passato, alla sua infanzia, alla guerra contro Suna e Oto. Altre erano del presente, ai due giorni vissuti con Gaara mentre altre...altre non trovavano ancora luogo nello spazio-tempo.
Si svegliò, abbastanza rintronato. Non si ricordava nulla. Cos'era accaduto? Perché era sul letto? Si ricordava solo che era entrato in bagno per....si, per farla finita. Che quello fosse l'inferno?
<< Oh, ti sei svegliato... >> mormorò osservando il ragazzo che aveva accanto. Gli aveva fatto prendere un bello spavento... Si avvicinò a lui e lo baciò dolcemente.
Lee non reagì immediatamente. << Cosa...? Non...non é l'inferno? >> domandò ancora confuso.
<< No... >> Avrebbe voluto aggiungere 'ora ti mostrerò il paradiso' ma gli sembrava fuori luogo. Non rispose e lo baciò di nuovo, prendendo posto sopra di lui.
<< Gaara...? Cosa...che cosa fai..? >> mormorò, tentando di alzarsi.
<< Shh... >> bisbigliò al suo orecchio, appoggiandogli una mano sul petto. Si sedette sulla sua vita e dopo lo baciò ancora sfiorandogli lentamente le labbra con la propria lingua. Non sapeva se quello che stesse facendo fosse giusto o meno... Seguiva l'istinto...
Il giovane chiuse gli occhi. Gli girava la testa, non capiva nulla, ma allo stesso tempo sapeva bene cosa il rosso volesse fargli.
<< Non temere... Io non ti farò male... >> disse tristemente ricordando il riguardo che l'altro non aveva avuto nei suoi confronti. Gli posò un bacio sul collo mentre con le mani aveva iniziato ad accarezzare il petto scultoreo di Lee da sotto la maglietta.
<< Gaara.. >> l'ex Jounin non poté aggiungere altro, perché i tocchi dell'altro lo facevano rabbrividire di piacere. Mugugnò, la voglia che si faceva sempre più strada in lui.
Il Kazekage non rispose proseguendo il lavoro che le sue mani avevano iniziato, con la bocca. Gli passò la lingua lungo lo sterno; con le mani gli accarezzò la vita.
Lee aprì lentamente gli occhi e guardò verso il rosso. Aveva la vista annebbiata e non riusciva più a muovere il braccio destro.
Sentì qualche cosa di caldo colargli sulla mano.
Gaara si accorse che la ferita del ragazzo aveva ripreso a sanguinare... Prese il polso ferito tra le mani e con la lingua portò via alcune tracce che quel liquido scarlatto aveva lasciato sulla pelle del compagno. Lo leccò, assaporandolo come se fosse stata la cosa più buona che avesse mai provato.
Il ferito si lamentò. Gli faceva male, gli pulsava da morire e non riusciva a mettere a fuoco quel che succedeva.
La ferita non voleva saperne di rimarginarsi e il sangue non smetteva di fuoriuscire.
Ma nonostante le lamentele dell'altro, Gaara continuò a passare la lingua sulla ferita. Ne voleva di più. Sempre di più...
<< Basta...m-mi fa male... >> sussurrò. La temperatura del suo corpo iniziò a salire. Tentò di tirar via il braccio, ma non riuscì a capire se lo avesse fatto o meno.
Fu solo allora che lo lasciò andare... Non poteva sentirlo lamentarsi mentre gli faceva del male.. Non più. Gli diede un tenero bacio.
<< Basta....basta...mi fa male... >> sul viso del giovane si dipinse una smorfia di dolore e sulla sua fronte si formarono gocce di sudore.
<< E' curioso... perché' quando le nostre parti erano invertite tu non ti sei fermato... >> lo baciò di nuovo.
Il taijutsu master sentiva una voce, ma non riusciva a capire cosa dicesse. La sentiva lontana. Alzò il braccio sinistro per afferrare il viso che galleggiava sfocato davanti a lui, ma non ci riusciva. Lasciò cadere il braccio.
'Stai sbagliando tutto', si disse Gaara mentre vedeva l'altro agonizzare dinnanzi a lui. Si alzò.
<< Vado a fare in modo che tu sia ancora la mia guardia >> disse intenzionato a parlare con Tsunade. Poi se ne andò.

§******** Fine Capitolo 02 *******§

Che ve ne pare? ^_-
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Ven Lug 20, 2007 10:04 am

Uhm.. erano secoli che non aggiornavo qui XD Bhe.. godetevi il terzo capitolo.. ce ne sono altri 10 che vi aspettano di essere letti What a Face What a Face What a Face


Capitolo 03 : Pace é fatta

Non ci volle molto che il Kazekage raggiungesse l'ufficio di Tsunade. Non attese di sapere se la donna era libera o meno, entrò senza bussare nel suo ufficio.
<< Giovane Kazekage.. >> la donna era china su dei documenti, su cui scarabocchiò qualche cosa, poi rivolse la propria attenzione al nuovo entrato << C'è qualcosa che dovete dirmi? >>
Gaara annuì. << Desidero che Rock Lee torni a difendermi. >> disse con un tono che non ammetteva repliche.
<< La decisione spetta a me, hokage di Konoha. Voi non avete alcun potere sul suddetto ninja. >> rispose gelidamente, prendendo degli altri documenti. Sapeva che quello non era un ragazzino viziato, ma si stava dimostrando tale. Per questo lo riteneva un mocciosetto inutile.
<< Lei ha bisogno di me. >> disse freddamente fissando la donna coi suoi gelidi occhi verde marino. << Pertanto, se vuole ancora la mia collaborazione dovrà sottostare alla mia richiesta. >>
<< Quello che ha fatto è troppo grave. Come minimo dovrei esiliarlo, ma il fatto di essere un adolescente è un'attenuante a suo favore. Pertanto non riavrà la licenza da ninja. Tuttavia...potrei non privarlo dei suoi averi.. >> disse, sfogliando dei documenti con poco interesse.
<< Ero consenziente. >> mentì spudoratamente alla donna, facendo la faccia più seria che gli riusciva.
La donna alzò immediatamente lo sguardo stupefatto sul sedicenne. Si fissarono per qualche istante in silenzio assoluto. Poi, la donna sorrise << Lee non è uno stupido, lo so bene. Se foste stato d'accordo non sarebbe così depresso.. >>
<< Dopo abbiamo litigato. >> Continuò la sua farsa sentendo che forse ce l'avrebbe fatta a convincerla. Insomma, aveva convinto sua sorella Temari a provare ad uscire con quel Shikamaru... << Date le circostanze, potrebbe rimetterlo al mio servizio? >>
<< Con tutto il rispetto, non credo sia una saggia decisione. Non credo cambierò il mio parere >> Non avrebbe ceduto ad un mocciosetto in preda ai primi istinti sessuali.
<< Perché?! >> si limitò a chiedere, per poi aggiungere << In questo villaggio nessuno che non sappia già della mia presenza qui è in grado di combattere al suo livello. >> Appoggiò le mani sui fianchi << Le ho detto che è tutto a posto, di cosa si preoccupa? >>
<< Non lo riabiliterò mai al grado di ninja. E, mi scusi, ma credo che Gai sarà più che bravo a farle da guardia del corpo. >> disse, trattenendo a stento uno sbadiglio. Ma perché gli adolescenti erano così testardi?
<< Se Maito morisse, non avrebbe altra scelta, giusto....? >> disse eloquentemente spostandosi alcune ciocche rosse dal viso. Se era necessario l'avrebbe ucciso. << Ma so che non mi costringerà a tanto... >>
<< A quel punto i rapporti tra Konoha e Suna cesserebbero. E Konoha ha bisogno di Suna quanto Suna ha bisogno di Konoha >> disse, alzandosi in piedi. << Piuttosto, vi siete per caso innamorato di lui? >> domandò, prendendo due tazze, riempiendole di caffè. Poi ne portò una al suo ospite.
Il ragazzo prese la tazza di caffè, perdendosi ad osservarne il cupo contenuto. Lo... amava....? << Nessuno mi ama. >> disse tristemente, come tanti gli avevano ricordato in passato.
<< Possiamo darci del tu? >> domandò.
Il ragazzo annuì.
<< Bene. Voglio sapere perché per te é importante che sia Lee la tua guardia del corpo. E voglio sapere se davvero, davvero ti ha fatto del male. Da ciò che mi dirai, potrei anche ridargli la licenza.. >> propose, sorseggiando il suo caffè e guardando il giovane con compassione.
Il Kazekage optò per la sincerità.
<< Mi ha fatto male. Sia fisicamente che moralmente... >> iniziò senza distogliere gli occhi dalla tazza << Ma... non mi sono mai sentito così bene e male allo stesso tempo, come quando sto con lui... >> Portò lo sguardo all'altezza di quello della donna. << E' patetico, vero? >>
<< No, non è patetico. E' normale.. >> mormorò. Che davvero tra i due ci fosse qualcosa? Se la dovevano davvero sbrigare da soli?
<< Io... non so cosa devo fare... ma non voglio che gli sia tolta la licenza... non voglio... dovermi separare da lui.... >> Disse più a se stesso, mentre la sofferenza lo dilaniava.
<< Secondo te, perché l'ha fatto? >> domandò. Il suo istinto materno le diceva di abbracciarlo e coccolarlo, ma erano Hokage e Kazekage, per tanto lui non era un semplice giovane.
Posò la tazza sulla spaziosa scrivania, portandosi le mani al viso. Stava piangendo...?
<< I-io non so... perché l'ha fatto... >> disse tra i singhiozzi. Perché si stava sfogando con quella donna?
Tsunade fu colta di sorpresa dalle lacrime di Gaara. Cosa doveva fare? Allungò il braccio per portarlo a sé, ci pensò un attimo come se avesse quasi paura di fare la cosa sbagliata. Però non poteva lasciarlo piangere da solo. Posò la tazza e lo abbracciò, posandolo sul proprio seno << E' per questo che te lo voglio allontanare...Non voglio che ti faccia del male... >>
Gaara si sentì stringere tra le braccia della donna. Si irrigidì, all'inizio, ma poi capì di averne bisogno, in quel momento più che mai e allora l'abbracciò a sua volta. << Non portarmelo via... >> Disse ancora affondando il viso tra i seni prosperosi dell'Hokage.
<< Io vorrei poterlo fare...ma se succedesse di nuovo? Se ti prendesse ancora con la forza? >> mormorò, accarezzandolo sul capo. Doveva lasciarlo sfogare, era la cosa migliore.
<< Non farà più male del vederlo lontano da me... >> disse ancora in preda alle lacrime... Era un rischio che aveva bisogno di correre.
<< Sei...sincero? Ti sei davvero innamorato di lui... >> gli sussurrò, continuando ad accarezzarlo. Non si era meravigliata tanto del fatto che si fosse innamorato, che già era un miracolo, ma tanto del chi. Non avrebbe mai immaginato che tra tutti, proprio di Lee si sarebbe preso la sua prima cotta!
<< Io non so cos'è l'amore. >> Ricordò alla donna, allontanandosi di poco da lei. << Nessuno me l'ha mai mostrato... >>
La donna sorrise tristemente. << L'amore...l'amore è quando vorresti che l'altra persona sia felice, anche a costo della propria felicità...l'amore é il saper rinunciare ad alcune cose per la felicità e il bene dell'altro...Quando ti innamori, vorresti sempre che la persona che ami fosse sempre al tuo fianco...il cuore ti batte forte.. >> spiegò, chiudendo gli occhi. Già. L'amore. Da quando Dan era morto, non era riuscita ad innamorarsi di nessun altro.
<< Ho rinunciato ad ucciderlo, quando mi ha... quando l'ha fatto. >> Disse, ricordando lo sforzo che aveva fatto nel trattenere Shukaku dentro di se. << Se l'amore è davvero tutto questo... Io non lo so dannazione!!! >> urlò.
<< Calmati, Gaara...lo capirai con il tempo. Il tempo è essenziale, in amore.. >> mormorò, lasciando andare il ragazzo.
Il Kazekage si strofinò gli occhi. << Lo lascerà ritornare al suo incarico...? >> chiese con la voce che gli tremava.
<< .... >> la donna non rispose subito. Che esempio avrebbe dato a Lee? Ma forse il giovane lo aveva già capito. << Va bene...lo reintegro come ninja...a livello di genin.. >> disse, prendendo una cartelletta da uno scaffale.
Guardò esterrefatto la donna per alcuni istanti, dopodiché le gettò le braccia al collo, sorridendo. << Grazie...! >> Perché si comportava così? Non riusciva a spiegarselo... Eppure si era sentito rassicurato da lei... Era forse la madre che non aveva mai avuto...?
La donna lo abbracciò di rimando. Non riusciva a comprendere lo strano comportamento di entrambi. A lui era sempre mancata una madre e a lei...lei, che non poteva avere figli, ne avrebbe tanto voluto uno. << Di nulla, piccolo.. >> mormorò. Solo dopo averlo detto si pentì delle parole usate.
Gaara si scostò di poco da lei. Nessuno l'aveva mai chiamato a quel modo, non sapeva come comportarsi...Seguì l'istinto e sorrise debolmente...
Il quinto hokage gli arruffò i capelli e, alzandogli il viso, lo baciò in fronte. In quel medesimo istante entrò dalla porta Shizune con Tonton in braccio << Principessa Tsunade...avete dimenticato.. >> la ragazza si fermò, abbastanza sorpresa dalla scena che gli si era parata di fronte.
<< Cos'hai, Shizune? >> domandò l'interpellata, non lasciando andare il ragazzino.
<< N-niente...Ma...Signorina Tsunade!! Insomma.. >>
<< Qualche problema, Shizune? >> chiese la donna abbracciando Gaara da dietro.
<< No, certo...solo..non pensavo aveste un incontro con il Nobile Kazekage.. >> mormorò, guardando esterrefatta dal bambino all'adulta e viceversa.
<< Shizune, perché sei venuta qui? >> domandò. Sapeva bene cosa pensava Shizune, e la cosa la divertiva da impazzire. Chissà come avrebbe reagito il suo neo-bambino.
<< Ehm...io..dei documenti, ma non importa!! Signorina, lui é solo un bambino! >> la giovane fissò sconvolta entrambi.
<< Dove vuoi arrivare? >> chiese, con un sorriso pervertito in volto. Lentamente, facendo in modo che la compagna se ne accorgesse, portò una mano fino al cavallo dei pantaloni di Gaara.
<< E' solo un bambino!!! >> protestò la donna stringendo senza accorgersene il povero maialino dell'hokage.
<< Non sono un bambino! >> protestò a sua volta il giovane Kazekage senza notare la mano di Tsunade.
<< Shizune, cosa intendi dire? Che non siamo liberi? >> obiettò, iniziando a palpeggiare lentamente il rosso. Ovviamente, non sarebbe andata oltre. << Stai al gioco.. >> sussurrò al master of sands.
<< Signorina!!! >> Shizune arrossì vedendo cosa la sua padrona stava facendo al povero Gaara. << E' minorenne!! >> Il ragazzo non aveva ben capito la situazione in cui si trovava.
<< Bhe, nessuno dovrà saperlo, no? >> diede un bacio sul collo del rosso.
<< Ma... >> 'Oddio, mi ha coinvolta!' << No signorina la prego, ragioni! >> quasi la supplicò.
<< Chi sei per dirmi cosa devo e non devo fare?...Bhe, sei ancora qui? Noi avremmo da fare.. >> disse, voltando il rosso verso di sé e baciandolo. Per Shizune quello era un bacio in bocca, mentre la Sennin lo stava semplicemente baciando sul mento.
<< Uhaa!! Signorina Tsunade sta andando troppo oltreeee! >> si infervorò << Non pensa alle alleanze dei villaggi?! Alle conseguenze?! >> Si portò le mani tra i capelli lasciando cadere Tonton a terra. << Ci pensiii! >>
<< L'alleanza tra Suna e Konoha, intendi?...Bha, lasciamo stare..stupida Shizune, credevi davvero che sarei andata a letto con Gaara? >> domandò, continuando però a stringere l'adolescente << Tuttalpiù potrei adottarlo... >>
<< Eh?! Potrebbe essere suo figlio... >> Appena si accorse di quello che aveva detto si morse la lingua.
<< Non sarebbe una cattiva idea, vero Shizune?.. >> disse con un sorriso.
La ragazza sorrise ripensando alla volontà della donna di avere figli...
(continua...)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Ven Lug 20, 2007 10:05 am

(continua...)
<< Già... >>
<< Tu che ne pensi, Gaara? Ti andrebbe di diventare mio figlio? >> gli chiese sorridendo. Lui avrebbe avuto una madre, finalmente. Lei avrebbe avuto un figlio, finalmente.
<< I-io... >> Il Kazekage non seppe che rispondere. Avrebbe voluto dire di si, ma non sapeva se fosse la cosa giusta da fare...
<< Decidi con il cuore.. >> fu il solo consiglio che la donna gli diede. Entrambe le donne lo stavano guardando, in attesa.
La tensione lo stava agitando...
<< Io sono il Kazekage di Suna. >> disse portando gli occhi all'altezza di quelli di Tsunade. << Questo non cambierà... >> dopo sorrise.
<< Ovvio, non ti chiederei mai di lasciare Suna... >> mormorò, accarezzandolo.
Il ragazzo allora sorrise.
<< Chi è il tuo tutore, piccolo? >> chiese. Avrebbe iniziato le pratiche di adozione appena possibile.
<< Mh.. ora dovrei tornare da Lee... >> disse debolmente Gaara.
<< Portagli la licenza...e dirgli di non fare altre cazzate, per favore.. >> disse. Si staccò dal bambino, prese un piccolo tesserino e lo porse al ragazzo.
Il ragazzo annuì, mettendo via ciò che gli era stato appena consegnato.
<< Va bene... grazie... >> Prese coraggio e diede un bacio sulla guancia della donna.
Dopo lasciò la stanza.
In poco tempo raggiunse l'appartamento che divideva con Lee ed entrò.
Il giovane non fece in tempo a chiudere la porta che qualcosa gli si buttò al collo. Era Lee, che si era rimesso completamente. Gli sorrideva. << Bentornato! >>
Gaara non si aspettava una simile accoglienza, ma tutto sommato gli faceva piacere.
<< Riecco la tua licenza... >> Disse porgendogli il tesserino.
Lee lo guardò stupefatto. Come aveva fatto?! << Grazie... >> mormorò, prima di baciarlo, buttando malamente il tesserino sul tavolo.
Il rossino non rispose, ma ricambiò il suo bacio con passione, spingendolo verso il muro alle sue spalle.
<< Ga..Gaara.. >> mormorò, guardandolo. Si aspettava di essere respinto, eppure...cosa gli prendeva?
<< Shh >> mormorò tornando ad assaporare le sue labbra, con passione e violenza, quasi a volerle divorare. Una sua mano scese lungo il fianco del ragazzo, per poi andare ad accarezzarlo sotto la maglietta.
Il nero lo lasciò fare. Gli piaceva da matti. Portò una mano tra i ruvidi capelli dell'altro.
Gaara gli leccò il labbro inferiore, mentre l'altra sua mano raggiungeva il sodo fondo schiena del ragazzo.
Lee prese a baciarlo sul collo, iniziando a spogliare l'altro dai suoi lunghi indumenti.
Quando Gaara avvertì la parte superiore del suo abito arrivare sul pavimento, si separò da lui.
<< Andiamo di là. >> Disse semplicemente trascinandolo nell'altra stanza e facendolo ricadere sul letto, sdraiato sotto di lui.
<< Ti amo.. >> riuscì solo a mormorare, prima di essere di nuovo intrappolato da quelle dolcissime labbra. Era eccitato.
<< Anche io.. >> disse senza riflettere il Kazekage... Allora era vero, si era innamorato... Si posizionò meglio su di lui, andando a sfilargli la maglietta con studiata lentezza.
Lee lo guardò, fiducioso. Gli portò le braccia al collo e lo baciò, di nuovo, poi spinse delicatamente la testa dell'amante contro il suo petto e sempre più in basso.
Gaara capì cosa voleva. Ed era anche decisissimo ad accontentarlo. Fece scorrere la lingua lungo l'addominale perfetto, baciandolo ogni volta che poteva. Sfiorò l'ombelico del ragazzo con la lingua, mentre le sue mani avevano preso ad accarezzargli i fianchi, iniziando lentamente ad abbassargli pantaloni e boxer.
Il Genin ansimò. Non riusciva a capire nulla, le emozioni vorticavano in lui.
Gaara rimosse i vestiti del ragazzo, e dopo si inginocchiò sul pavimento, obbligandolo quasi a sedersi di fronte a lui. Inizialmente gli leccò l'interno coscia, facendolo gemere, evitando accuratamente di toccarlo dove più desiderava.
Lee arrossì vistosamente. Non era più molto sicuro di ciò che gli aveva chiesto. Ma oramai la cosa era fatta.
Il Kazekage prese coraggio, e timidamente iniziò a passare la lingua lungo l'asta calda del Genin.
Il nero portò indietro le mani, appoggiandosi col suo peso. Allargò bene le gambe; aveva un sorriso tra l'imbarazzato e il malizioso.
Gaara colse al volo l'occasione, e andando ad occuparsi della punta con la lingua, si occupò della base con le mani, accarezzandola.
Avvertì il ragazzo dare una leggera spinta coi fianchi, così capì che quel lavoro gli piaceva. Lo leccò ancora e quando fu abbastanza eretto, lo prese interamente in bocca.
Il nero chiuse gli occhi, per assaporare meglio quelle emozioni. Chinò indietro la testa e cominciò lentamente a spingere.
Il Kazekage ebbe un momento di incertezza quando il membro del compagno spinse forse un po' troppo contro la sua gola, ma poi proseguì, succhiandolo.
Lee continuò a spingere. Ma non gli bastava, voleva di più. Iniziò ad ansimare sempre di più, fino a cadere con la schiena sul letto.
Il rossino intuì che Lee stesse per venire, così fece cessare la sua opera di suzione.
Si spogliò degli abiti rimasti, ed andò a occupare il posto affianco a Lee nel letto. Timidamente lo baciò, per poi sedersi a cavalcioni su di lui.
Il moro lo prese per le spalle e lo avvicinò a sé, baciandolo con passione.
Gaara sentiva la lingua del ragazzo sulle sue labbra... Nella sua bocca... Riusciva a sentire il suo calore, e gli piaceva da impazzire... ne voleva sempre di più...
Il ninja di Konoha lo guardò negli occhi, poi gli sussurrò all'orecchio, dolcemente, che lo amava e che per lui era tutta la sua vita.
Gaara non seppe che rispondere... Eppure si sentiva felice.. tanto che avrebbe potuto piangere... Forse lo fece... << Anche per me... la tua esistenza è importante... >> disse, asciugandosi le sottili lacrime che gli solcavano il viso dalla carnagione chiarissima.
Lee gli baciò le guance << Non piangere, piccolo mio... >>.
Il ragazzo sorrise ancora timidamente e posando un altro delicato bacio sulle labbra dell'amante. Lee da parte sua lo cinse tra le sue braccia, introducendo cautamente due dita nella bocca di Gaara per lubrificarle.
Il Kazekage le leccò, nel tentativo di renderle il più scivolose possibile. Si convinse che in questo modo gli avrebbe fatto meno male quando... l'altro avrebbe preso... interamente...
Arrossì ai suoi stessi pensieri mentre si accorse che quelle stesse dita venivano rimosse dalle sue labbra per finire tra i suoi glutei.
Quando sentì le punte di quelle falangi bagnate addentrarsi in lui, si irrigidì e quasi urlò. Lee allora si fermò, ma il rossino lo baciò sulla fronte. << Continua... >> disse, ansimando poi, quando si spingevano più a fondo.
Quando il giovane ex Jounin lo sentì più' rilassato le sfilò lasciando Gaara con un gemito insoddisfatto.
Lui era nervoso... sapeva che cosa stava per succedere... lo sapeva... e aveva paura. Schioccò un baciò al ragazzo sotto di lui, e dopo si posizionò meglio sopra ai suoi fianchi sentendo il membro caldo del ragazzo sfiorare il suo orifizio.
Prese un bel respirò, e iniziò a scendere, facendosi penetrare lentamente da esso. Una lacrima gli scivolò dal viso... Gli stava facendo male, ma nonostante questo voleva continuare... Voleva appartenergli una volta per tutte... Ne aveva bisogno... Si morse il labbro e si spinse ancora più a fondo. << Gaara... non dobbiamo continuare per forza! >> Gli ricordò preoccupato il ragazzo di Konoha. Il rossino non rispose ma con un ultimo sforzo si fece prendere completamente.
Il ragazzo dai capelli corvini ansimò, mentre pensieri poco puliti gli affollavano la mente. Gentilmente posò le mani sui fianchi di Gaara e gli sorrise. << Va bene... appena te la senti muoviti... >> Il rosso annuì e provo tirarsi su, gemendo.
Non appena il Kazekage riuscì a sentire meno dolore si impalò sull'erezione del ragazzo, prendendo a muoversi con più sicurezza, strappando gemiti soddisfatti al ragazzo sotto di lui.
<< Ahh Ga-Gaara! >> Assecondò i movimenti del rosso con i fianchi, mentre sentiva il respiro dell'altro spezzarsi. Si tirò su di poco, e appena poté lo circondò con le braccia, baciandolo appassionatamente.
Si sentivano entrambi quasi al limite, e quando Lee se ne accorse, prese a masturbare il ragazzo sotto di lui, iniziando a dare colpi più decisi col bacino.
Gaara soffocò i gemiti di piacere tra le labbra dell'altro, stringendosi quasi spasmodicamente a lui. Non avrebbe retto ancora, e credeva che anche il Ninja fosse nello stesso stato. Con un ultima spinta venne, schizzando la mano dell'altro col suo biancore perlaceo, mentre Lee si svuotava in lui.
Il Kazekage smontò da sopra di lui, e si distese al suo fianco sul letto. Attesero entrambi che il respiro si regolarizzasse poi il rossino prese la parola.
<< Io... >> Lui cosa? Non sapeva cosa dire. Quello che aveva appena fatto gli era piaciuto, ma... L'aveva confuso ancora di più..
<< Sh....non c'è bisogno di parole.. >> mormorò, abbracciandolo e portandolo contro il proprio petto.
<< ... >> Tacque. Non sapeva nemmeno lui cosa fare... Decise di trovare conforto tra le braccia dell'amante
Lee iniziò a coccolarlo. Lo amava con tutto se stesso e non lo avrebbe più fatto soffrire.
§*****Fine Capitolo 03*****§

Allora??? cosa ne pensate? X3 commentate I love you I love you I love you I love you I love you bounce bounce bounce bounce bounce
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Sab Lug 28, 2007 1:24 pm

è fantastico....................complimenti
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Dom Lug 29, 2007 7:52 am

grazie^^ siamo felici che ti piaccia**
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 4:14 am

a quando gli altri capitoli?
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 7:08 am

io posto anche ora°° ma nessuno oltre te mi segue più T__T non che in 'sto forum si muoia accalcati What a Face What a Face What a Face bha, posto il quarto capitolo XD spero ti piaccia^^

Capitolo 04: Family Reunion?

L'indomani mattina, Lee si alzò presto come al solito e, come al solito, preparò la colazione. Ma non per uno, bensì per due. Non aveva molta fantasia. Cucinò delle cialde a forma di clown, aggiungendo delle amarene per il naso rosso. Le mise a tavola ed andò a svegliare il coinquilino.
<< Gaara, svegliati...é pronta la colazione.. >> lo chiamò, dolcemente.
<< Mhh...? >> Il ragazzo si girò verso la voce che lo stava chiamando. Appena lo vide sorrise inconsciamente, e quando le labbra dell'altro gli sfiorarono il simbolo che aveva sulla fronte ripensò alla notte precedente. Avvampò.
<< Ehi, sbrigati o le cialde si raffreddano.. >> mormorò, prima di dargli un leggero bacio a stampo.
Gaara abbassò lo sguardo... I ricordi della nottata passata stavano ritornando più vivi che mai... Ricordava ogni gemito, ogni parola... Ogni sensazione... E quando provò a sedersi sul letto, si ricordò anche del dolore... Ne era valsa la pena, si disse, mentre sorridendo andava a recuperare i suoi vestiti in giro per la stanza.
Il genin non perse nessun suo movimento e, quando l'altro andò in cucina, lo seguì.
<< Spero ti piacciano i clown! >> disse, mettendo in tavola sciroppo d'acero e di more.
Il rossino era affamato, e senza badare troppo alla dubbia forma delle sue cialde, ne addentò una. Erano buonissime.
I due giovani fecero colazione con calma. Alla fine, Lee sparecchiò e si mise a lavare i piatti. Ci aveva pensato durante la colazione e un dubbio lo assaliva.
Interruppe il proprio lavoro e si rivolse verso Gaara.
<< Tu...quando partirai? >> domandò, triste.
Si voltò verso di lui. << Cosa intendi? Per la missione tu verrai con me. > Disse tranquillamente fissandolo con i suoi splendidi occhi acquamarina.
<< Ma...tu non andrai in prima linea! >> protestò, sedendosi di fronte a lui con le braccia incrociate e le sopracciglia aggrottate.
<< E chi lo farà? Sono l'unico in grado di farlo... >> gli ricordò. Nonostante anche lui nutrisse alcuni dubbi al riguardo.
<< Chi porterai con te, oltre a me? >> domandò, prendendogli una mano.
<< Bah... non ne ho la minima idea... >> Disse abbassando lo sguardo.
<< Posso consigliarti qualcuno? >> disse, seriamente. Akatsuki non era affatto da sottovalutare.
<< Prego?! >> Qualcuno?! Oltre a loro due?! Sapere che il Kazekage era in missione poteva essere un rischio per Suna... doveva evitarlo.
<< Non puoi pretendere che andiamo in missione solo noi due! Comunque...pensavo a tuo fratello.. >> mormorò, imbarazzato.
<< Kankuro? Lui non verrà mai... >> Probabilmente si sbagliava, ma nel caso in cui lui fosse morto, suo fratello sarebbe stato l'unico a prendere in mano il governo del villaggio della sabbia. Non poteva rischiare...
<< Ragiona! Tu sei bravo, sei forte quanto vuoi...ma loro sono in nove! Nove contro uno e mezzo... >> tentò di farlo ragionare. Probabilmente non ci sarebbe mai riuscito, ma tentar non nuoce.
<< Se io muoio, Kankuro prenderà il mio posto di Kazekage. >> Disse gettandogli uno sguardo che non ammetteva repliche.
<< Lo diventerà Temari, no? Hai anche una sorella...Non ce la faremo MAI da soli, lo vuoi capire?! Vuoi morire per nulla?! >> gli urlò, irritato da tanto orgoglio e stupidità.
<< Temari è una donna. Nel mio villaggio non sono ammesse queste cose. E poi... per quanto forte possa essere, non eguaglia me o Kankuro... >> Forse era vero... voleva morire per nulla... Ma di sicuro non avrebbe messo in pericolo altri.
<< ...Tu sei il Kazekage. Cambia questa legge. E fai venire Kankuro...o chiamerò io qualcuno.. >> disse, alzandosi in piedi e riprendendo a lavare i piatti con più enfasi del necessario. Sapeva che non avrebbe seguito il suo pseudo consiglio e che si sarebbero trovati soli contro l'Akatsuki...e forse anche contro Orochimaru.
All'improvviso, gli venne un'idea. E se i nemici si fossero alleati contro un nemico comune?
<< E se...? >> iniziò. Ma poi desistette e tacque.
<< E se...? Continua... >> lo incitò debolmente il rossino, leggermente alterato.
<< No, era...una stupidaggine come tutte le altre.. >> sorrise debolmente, mentre prendeva uno straccio e asciugava le stoviglie. Ovvio che fosse una stupidaggine! Come aveva solo potuto pensarla?!
<< Per favore... >> insistette ancora.
<< Ma tanto..é una stupidata, cosa ti cambia a saperlo? >> rispose, guardandolo di sottecchi.
<< Voglio sapere quello che pensi. >> disse solo squadrandolo intensamente.
<< Ok...io...pensavo ad un'alleanza con... >> avvampò di botto. Si vergognava di ciò che aveva pensato. << Ad...con...Orochimaru.. >> borbottò, appoggiando più rumorosamente possibile il piatto che aveva tra le mani.
Il ragazzo tacque. Non era una bruttissima idea... ma... Il rischio era troppo alto. Non poteva rischiare una cosa del genere.
<< Non credo sia una buona idea... E' pericoloso per i villaggi. >>
<< Te l'ho detto che era stupida.. >> ridacchiò, mentre il rossore diminuiva. Finì il lavoretto. << Dai...quando partiremo? >> domandò, abbracciandolo da dietro.
Gaara poggiò la sua mano su quella di Lee, che era sul suo fianco <<Non lo so... vorrei parlarne con Tsunade...>>
<< Meglio sbrigarsi, allora.. >> mormorò, voltandolo verso di sé.
Da fuori la porta si sentì un gran fracasso e delle urla di ragazza e di ragazzo. Si zittirono tutti e bussarono con vigore alla porta.
Lee guardò il rosso con sorpresa << Ma chi..? Non mi sembrano nuove.. >>
Gaara deglutì e coraggiosamente andò ad aprire, trovandosi davanti le ultime persone che avrebbe voluto vedere in quel momento...
<< Che cavolo ci fai qui?! >> ricominciò ad urlare una ragazza, prendendolo e trascinandolo fuori. Bionda, alta, sguardo deciso e fiero. Era Temari, sua sorella. Ed accanto a lei, in silenzio c'era suo fratello maggiore.
Il ragazzo dai capelli neri raggiunse l'entrata << Oh..siete voi.. >> disse, molto, molto sorpreso.
<< Temari... Kankuro... >> Gaara indietreggiò dinnanzi allo sguardo minaccioso della sorella.
<< Che cosa ci fai in casa sua?! Sei per caso impazzito?! E cos'è questa storia dell'adozione?!...Oh, beh, non importa...torniamo immediatamente a Suna! >> decise, ripescando il fratellino e trascinandolo fuori.
<< Temari..calmati...ora Lee ci farà entrare e ci spiegheranno tutto.. >> mormorò il giovane dal viso dipinto.
<< Si...si, certo.. >> rispose prontamente il giovane di Konoha.
La bionda mise a sedere il fratello più piccolo, quindi gli si sedette di fronte, aggrottando le sopracciglia. << Allora? >> lo incalzò.
Lee si sedette accanto all'amato, per vedere come avrebbe gestito la situazione.
<< Allora cosa...? Sono in missione... >> disse con un soffiò, abbassando la voce. Forse aveva fatto male a non informarli subito...
<< Missione?! Sparisci da Suna senza preavviso, resti fuori due giorni, non ci degni di mandarci un biglietto e pretendi che non ci preoccupiamo?! Gaara, cribbio, siamo i tuoi fratelli! >> urlò, alzandosi di scatto e lasciando cadere la sedia dietro di sé.
Il Kazekage tacque. Sapeva che Temari aveva ragione... lo sapeva eppure... << Calmati... >> Intervenne Kankuro per placare la situazione... << Avrà avuto i suoi motivi, no? >>
<< Potrebbe anche spiegarsi, una volta nella vita! >> rispose, guardandolo irritata. Decise di calmarsi. Fece un lungo sospiro e si passò una mano tra i capelli. Non aveva i soliti codini, li portava sciolti, su consiglio del marionettista. << Non volevo urlare.. >>
<< Non preoccuparti... >> Iniziò il rosso, alternando lo sguardo, dalla ragazza a al fratello. << Sono sulle tracce della Akatsuki... >>
<< Avresti potuto avvisarci...e se ti fosse successo qualcosa? Se fossi...morto? Pensavi davvero di andare da solo? >>
mormorò.
<< Andrò io con lui.. >> si intromise Lee.
Temari lo guardò. << Tu? Non sei un po' troppo debole? >>
<< Se lo hanno affidato a me ci sarà un motivo.. >> rispose, dispiaciuto che lo considerassero un debole.
Lei lo guardò scettica, poi si rivolse al fratello. << Pensavi davvero di cercarli da solo? >> gli chiese.
Gaara annuì convinto. << Certo. Pensi che non sia in grado di farlo?! >> disse alzandosi e sbattendo le mani sul tavolo.
Temari sbuffò. Certo, suo fratello era forte, ma loro erano in nove.<< Certo che no! Tu sei da solo con..quella mezza cartuccia! E non montarti la testa, hai solo quindici anni! >> si alzò a sua volta per fronteggiarlo meglio.
<< E non chiamarlo mezza cartuccia!!! >> Sbottò inferocito il rosso << Avrò anche quindici anni ma valgo più di molta gente messa insieme!!!! >>
<< E che cos'è allora?! Sei un bambino! Pensi di riuscire a fronteggiarli tutti e nove? Contemporaneamente? So bene che sei forte, ma non ce la farai mai! Sei completamente impazzito! >> urlò, guardandolo con furore. Ma perché non voleva ragionare? Perché si ostinava a non comprendere il suo stato d'animo? Fin da piccoli aveva sempre cercato di proteggerlo, anche se crescendo aveva dovuto mostrare freddezza e spietatezza, come gli insegnava suo padre. Ma ora..le cose erano cambiate e non avrebbe permesso che buttasse all'aria la sua vita solo per una stupida missione!
<< Non sono impazzito!!! E NON TI PERMETTO DI DARMI DEL BAMBINO!!!! >> Prese un respiro e continuò. << Temari tu non capisci! Io devo farlo!!! >>
<< Non da solo! Io ti capisco più di chiunque altro, sono tua sorella! Ti conosco da quando sei nato! Non capisco il motivo per cui ti ostini! E' pericoloso! Si che mi permetto, perché SEI un bambino! >> gli gridò, mentre si avvicinava e lo prendeva per la veste nera.
<< No tu non capisci mai nulla!!! A te basta vivere serena col tuo Shikamaru, tanto lui ti ama, tanto hai una casa, puoi fare quello che vuoi!!! Io non posso perché sono un Kazekage e prima o dopo mi toccherà fronteggiarli!!! >> Disse tutto d'un fiato stringendo il polso della sorella con la mano per indurla a lasciarlo. << Non toccarmi. >>
<< Cosa...? Tu sei davvero pazzo! Te l'ho già detto, non puoi andarci da solo! Non mi importa chi sei, se un Kazekage o cos'altro! Innanzitutto sei mio fratello! Se ti tocca fronteggiarli verrò con te >> disse, stringendo la presa.
<< E-ehi, calmatevi.. >> mormorò Lee. Non aveva un buon presentimento.
<< Non immischiarti.... >> Gli suggerì a bassa voce Kankuro... Lui sapeva come sarebbe finita. Era una scena che aveva visto altre volte... << Temari! Lasciami! >> Le intimò Gaara... Fu allora che il marionettista capì che era quasi giunto l' invebitabile.
Temari lo fissò. Aveva visto quello sguardo altre volte. Ma non la intimoriva. Non più, perlomeno. << Promettimi...Giura che non andrai da solo.. >> gli soffiò in un orecchio, arrabbiata nera.
<< Non te lo posso promettere!!! Andrò con Lee che ti piaccia o no!! Non mi importa! >> le scattò contro, liberandosi con uno strattone dalla sua stretta.
<< E così...preferisci uno qualunque a tua sorella?.. >> mormorò, chiudendo gli occhi per non prenderlo a botte.
<< E se così fosse? >> la provocò. Le voleva bene, ma certe volte non la sopportava proprio!!
La ragazza si trovava vicino al lavello dove poco prima si trovava il nero. << Preferiresti un...insetto verde...a me?.. >> scandì lentamente, mentre con una mano prendeva la prima cosa che gli capitava a tiro.
<< No! Aspe...! >> Ma Lee non fece in tempo. Il primo piatto si infranse poco dietro Gaara. << Preferisci morire a vivere?!...Non me ne importa più nulla! Tu e le tue manie di potenza! >> urlò. E via, lanciò il secondo piatto.
Abilmente Gaara schivò anche il secondo, ma il terzo si infranse proprio contro il suo viso.
(continua...)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 7:09 am

(...continua)
Temari si fermò di colpo. Non era certo sua intenzione colpirlo! << Oddio.. >> sapeva che alla vista del sangue il fratellino diventava del tutto pazzo. Si avvicinò lentamente. << Stai..bene..? >> sussurrò, portandosi le mani davanti alla bocca.
Gaara si passò una mano sul volto, sentendo uno strano calore sulle punte delle dita... Sangue...
<< Gaara! >> Lee si fiondò accanto a lui. Prese uno straccio, lo bagnò e gli pulì il taglio << Stai bene? >> domandò, preoccupato.
<< Ga-Gaara... >> la ragazza ripeté il suo nome.
<< Io... >> Aprì gli occhi e fissò Temari con crudeltà. Quello sguardo in realtà non gli apparteneva... Pose una mano in sua direzione e la strinse. Lei urlò mentre la sabbia l'avvolgeva.
<< No! Gaara, smettila! >> gli intimò Lee. Ma non sembrava che le parole avessero effetto. Il suo sguardo divenne deciso e, senza nessun altro indugio, gli diede uno schiaffo fortissimo sulla guancia sinistra. << Ora smettila! >> ordinò, severamente, al suo compagno.
Quello sembrò sortire qualche effetto su di lui, che, placandosi, lasciò andare la ragazza.
<< Calmati...non lo ha fatto apposta.. >> mormorò, abbracciandolo.
Temari guardò esterrefatta i due giovani. Come aveva fatto un semplice ragazzo a farlo rinvenire? E perché mai si stavano...abbracciando?
Guardò Kankuro come se lui avesse tutte le risposte.
Gaara si abbandonò alle braccia dell'altro nel tentativo di essere confortato, tutto sotto gli occhi increduli dei suoi due fratelli
Il marionettista intanto si avvicinò alla sorella, le passò un braccio intorno alla vita chiedendole come stesse.
<< Io... >> non riusciva a parlare. Non tanto per ciò che le aveva fatto il fratello prima. No, stava bene. Ma la cosa che la faceva stare zitta era il fatto che il suo adorato fratellino si stesse facendo letteralmente coccolare da un..un...un essere inetto come Rock Lee!!
Il Genin sussurrò qualche parola dolce all'orecchio di Gaara e lo accarezzò in capo. << Tutto ok? >> chiese poi, premurosamente.
Il rosso annuì e si scostò da lui... << Temari... Ti chiedo scusa... non ero io... >> Abbassò lo sguardo.
<< Tu...tu...e lui... >> era rimasta di sasso. Non era riuscita a proteggerlo. Mai.
Ora era lì a scusarsi. Ma non perché era riuscita a farlo rinvenire. No. Un maledetto sconosciuto aveva preso il suo posto. Chinò il capo con le lacrime agli occhi. Faceva davvero schifo come sorella maggiore.
Ma il Kazekage non capì a cosa si stesse riferendo, e le chiese nuovamente scusa. Kankuro la abbracciò, facendole posare il viso sulla spalla...
Non riusciva ancora a capire come aveva potuto. Perché con lei non si fermava? Perché lei non la ascoltava mai? Affondò il viso nella sua spalla e si mise a piangere. << Perché? >> urlò solo, sconfitta.
Gaara abbassò lo sguardo, mentre il fratello si occupava di consolarla. Non sapeva cosa le fosse preso, e aveva paura di scoprirlo, in un certo senso... Temeva di esserne la causa... Anzi, quasi certamente lo era...
<< Perché?! Perché lui? >> domandò, tentando invano di trattenere le lacrime. Era sempre stata una persona forte. Ma adesso...cosa importava? Gaara aveva chiaramente scelto un perfetto estraneo a cui affidarsi piuttosto che a sua sorella. Abbracciò più forte Kankuro. Almeno lui pareva la capisse.
<< Dai Temari... >> Il marionettista la strinse di più a sé, aiutandola ad alzarsi... << Va' tutto bene... non possiamo farci nulla.. >> le sussurrò dolcemente accarezzandole i capelli.
Temari si allontanò dal fratello, si asciugò gli occhi e guardò Gaara. << Perché preferisci affidarti ad un estraneo? Perché non vuoi accettare il nostro aiuto? >> domandò, guardandolo tristemente.
<< Temari... Non voglio mettervi in pericolo... Se Tsunade non mi avesse affibbiato Lee, sarei andato da solo... >>
Lei sorrise e lo abbracciò. Il primo e vero abbraccio in quindici anni. << Sei cambiato...però..non puoi andare da solo..io e Kankuro verremo con te.. >>
Il Kazekage la strinse dolcemente... << Non voglio che rischiate... Tu ora hai la tua vita con quel ragazzo, e Kankuro sta provando a superare quello che abbiamo passato.... Non posso permettervelo... >>
<< Ma...noi siamo dei ninja, è nostro compito rischiare la vita per salvare quella degli altri.. >> disse, lasciandolo andare.
<< Sentite...non penso che se veniate anche voi le cose andrebbero meglio. >> sopraggiunse Lee, guardando seriamente i due fratelli.
Il rosso annuì. << E poi è una missione segreta e dobbiamo andare noi due. Vi sono molto grato, ma vi prego... Datemi retta >>
<< Cosa dici? Certo che andrebbero meglio! Però...e se ti accadesse qualcosa?...Non riuscirò mai a smuoverti, vero? >> sbuffò retoricamente.
Si sedette alla tavola. << Piuttosto... mi spieghi cos'è quella faccenda dell'adozione? Ci é arrivata una lettera da Tsunade.. >> chiese, appoggiando il gomito al tavolo e mettendovi sopra di conseguenza il capo.
Lui sorrise appena, con eloquenza, facendole capire che nessuna delle sue parole avrebbe sortito qualche effetto. << Mi dispiace >> disse solo.
<< Ho capito. Piuttosto, ci spieghi che cosa ha in mente Tsunade? >> ridomandò, capendo che il fratello aveva accuratamente dribblato la domanda.
<< Beh ecco... è stato strano... E' come la madre che non ho mai avuto... >> cercò di spiegare alla sorella.
<< Oh...E noi cosa c'entriamo? >> domandò la bionda, sorridendo a fatica.
<< Credo... beh.. credo che se voleste adotterebbe anche voi... >> Tentò di spiegare il rosso, non sicuro di ciò che stava dicendo.
<< Adottati? Non ho idea di cosa ne pensi Kankuro, ma non vedo perché adottare ME! >> sbuffò. Una madre era come un superiore. Certo, una cosa era la madre naturale. Ma sua madre era morta. E forse era proprio per quel motivo che non voleva accettare il fatto di poter avere una madre adottiva. Le sembrava di sporcare il ricordo.
<< Beh.. infatti riguarda solo me Temari... Se voi non siete d'accordo amen. >> Li fissò entrambi.
<< Ma...a noi ha parlato dell'adozione di tutti! Ha detto che Tu le hai detto che Noi saremmo stati d'accordo! >> si stupì. Ma come? Che avesse letto o capito male era da escludere!
<< Non è possibile... A me ha detto che avrebbe chiesto un vostro parere prima... >> Che avesse frainteso anche lui?
<< Magari...vi siete fraintesi tutti e tre.. >> azzardò il moro, con un sorriso. Non avrebbe retto ad altri piatti volanti.
Kankuro sbuffò rumorosamente.
<< Sentite... Temari, basta che tu dica di no, e Gaara avrà una madre. Vincono tutti. >> Quando gli altri lo fissarono si accorse di non aver parlato per sé... Lui in realtà non sapeva cosa voleva.
<< E tu? >> disse la sorella, guardandolo curiosa. Sapeva che Kankuro aveva sempre sofferto in silenzio. Anche se non sembrava, era il più pauroso della famiglia.
<< Penso che non debba per forza rendervene conto >> si intromise ancora Lee.
Gaara tacque e Temari annuì.
<< Io devo pensarci... >> disse il marionettista abbassando lo sguardo.
La mamma gli mancava... Ma solo perché non se la ricordava...
<< Bene! E ora...quanto pensate di trattenervi? >> domandò con un sorriso, rivolgendosi al ragazzo tatuato.
Lui guardò la sorella e scosse la testa. << Gaara non ci vuole con voi in missione, così potremmo andare anche subito... >>
<< Peccato...beh, vi conviene mettervi in viaggio prima che faccia buio, allora.. >> rispose, sbadigliando.
<< Ci stai buttando fuori, per caso? >> domandò subito Temari, fissandolo.
<< No...ma avete detto che non avete nessun motivo per restare.. >> si difese lui, portando le mani davanti al petto, i palmi verso la sorella dell'amato.
La bionda gli diede mentalmente ragione, così senza imporre oltre la sua presenza e quella del fratello nell'abitazione, se ne andarono.

§*****Fine Capitolo 04*****§
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 9:18 am

è bellissima.........................devi assolutamente continuare a scriverla anche se fosse solo per me..............ti scongiuro.............
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 9:20 am

sai che scrivi proprio bene..........ho letto anche le altre storie che hai fatto e sono tutte molto belle.................
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 10:28 am

grazie^^ cmq qst l'ho scritta insieme ad un'amica
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 10:48 am

--


Ultima modifica di il Lun Lug 30, 2007 10:51 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 10:51 am

8seliane8 ha scritto:
è bellissima.........................devi assolutamente continuare a scriverla anche se fosse solo per me..............ti scongiuro.............

la fic l'abbiamo appena terminata, giusto due sere fa lol! a noi è piaciuto moltissimo scriverla, quindi la fine la vedrai ^^ la cosa più difficile si sta rivelando il dividere l'intera ficcy in cap lol! lol! grazie ancora per leggere e commentare!!!!
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 11:57 am

non c'è di che..............il piacere è tutto mio..........................allargo il complimento anche alla tua amica................
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 12:04 pm

^^ uhm.. posto anche il capitolo 5 ^o^ wow, due capitoli di seguito O_o

Capitolo 05: Hate?

Si guardò attorno. Era ormai calata la notte, eppure...eppure non lo trovava. Maledetto bastardo.
Erano anni che aspettava il momento di ritrovarlo, di ucciderlo...
..Ucciderlo..
Sarebbe davvero stata la cosa migliore?
Negli ultimi tempi, soprattutto dopo aver conosciuto Naruto, si era chiesto se era ciò che voleva sul serio. Sospirò. Ancora quei pensieri.
Sentì un rumore improvviso alle sue spalle. Si voltò di scatto, prendendo un kunai in mano e alzando la guardia. Ma era solo un porcospino. Era troppo teso.
Qualcuno lo osservava da parecchio... E anche con molta insistenza, solo che il giovane Uchiha non lo aveva ancora scoperto...
<< Ciao fratellino... >> disse una voce fredda alle sue spalle.
Sasuke si irrigidì. Doveva sospettarlo. Lentamente si voltò, stringendo il kunai. << Itachi... >> mormorò.
Il ragazzo gli sorrise maleficamente.
<< Sasuke... >> disse rispondendo al saluto e avvicinandosi cautamente a lui.
Il più giovane lo guardò, guardingo. Non voleva cadere in tentazione ed usare lo Sharingan. Non perse di vista nessuno dei suoi movimenti, finché non gli fu che a qualche centimetro di distanza. Lo fissò negli occhi, l'odio che bruciava in lui...e il suo cuore saltò un battito...lo stomaco si capovolse...Un momento, quei sentimenti non si potevano certo considerare odio! Ma allora...che cos'era? Perché non lo aveva ancora attaccato? Doveva ucciderlo e vendicare il clan!
Itachi avvicinò una mano al viso del fratello e dolcemente lo sfiorò. L'altro non si mosse. Tremò solo quando un dito gli sfiorò le labbra. Leggeva la paura nei suoi occhi, ma anche desiderio, e tanta, infinita tristezza. Si sentì in colpa di ciò, ma non si pentiva di aver ucciso la sua famiglia, nonostante sapesse che tutti i guai di Sasuke erano dovuti a lui...
<< Cosa vuoi? >> scacciò la mano del fratello dal suo viso. Non doveva cedere ai ricordi. Itachi non era più il suo fratellone, quello che da piccolo aveva idolatrato.
<< Mi sei mancato. >> disse semplicemente scostandosi i capelli dal viso pallido. Sapeva che prima o poi si sarebbe pentito di quelle parole, ma non riuscì a fare a meno di dirle... Gli era mancato da morire.
Sasuke sgranò gli occhi. Cos...cosa voleva dire? Non riusciva a comprenderlo, eppure quando sentì che la sua voce rispondeva con un timido 'Anche tu..' non poté non chiedersi se per caso quello era un sogno...o incubo, a discrezione delle parti.
Quando lo vide sorridere capì che era realtà. Il fratello gli sorrise sinceramente, mentre riportava la sua mano al volto del ragazzo più giovane. Gli accarezzò nuovamente le labbra.
<< Sei cresciuto molto dall'ultima volta che ti ho visto... >> iniziò.
<< E'..passato tanto tempo... >> mormorò, scostando nuovamente la sua mano e abbassando lo sguardo. Cosa gli prendeva?
Itachi notò tristezza nelle sue parole, e si sentì ferito quando venne scostato per la seconda volta.
<< Ti trovo bene... Mh meglio di quanto avrei supposto...>>
<< Perché? >> chiese infine, senza rialzare gli occhi. Non aggiunse altro, ma non sapeva se il fratello avesse compreso la domanda.
<< Mi dispiace.>> Disse soltanto abbassando lo sguardo a sua volta. << Non meritavi quello che ho fatto. >>
<< Perché ti comporti così? Non riesco a capire... Ti dovrei odiare, eppure... E tu... Perché? >> ripeté, cercando quello sguardo.
<< Non ti ho mai odiato. >>
Portò lo sguardo all'altezza di quello del fratellino. Si sentiva sporco... Non riusciva a non pensare a quanto fosse carino in quel momento...
<< Non ti ho chiesto questo! >> urlò. Non sopportava il fatto di non riuscire più a capirlo! Una volta erano legati, molto legati...e si comprendevano a vicenda.
<< Non aver paura. >> Riusciva a leggerglielo negli occhi che ne aveva.
<< Come fai a dirmi certe cose dopo...ciò che mi hai fatto passare? >> domandò, guardandolo. Si era sempre sentito tradito, eppure quel momento era il peggiore. Peggio di ciò che aveva patito la notte del massacro.
<< Io... Mi dispiace! So che non serve a nulla. Lo rifarei! Ma l'unica cosa che mi fermerebbe sarebbe il saperti così...! >> quasi gridò, amaramente.
<< Come pensi di porvi rimedio? Ormai è tardi per dispiacersi... >> rispose a tono.
Il ragazzo non rispose, ma dolcemente posò le labbra su quelle del fratello, schifandosi di se stesso.
Provava attrazione per un suo consanguineo... No.. era più che attrazione... Attese di essere scostato.
Il più piccolo aveva sempre pensato che cose del genere erano del tutto fuori di mente, cose schifose e pervertite. Eppure, quando aveva sentito la pressione delle labbra del fratello non ne era rimasto schifato, ma avrebbe anche potuto volere di più. Chiuse gli occhi e si appoggiò al petto del fratello.
Fu allora che Itachi si scostò da lui, sorpreso.
<< Sasuke... >> riuscì solo a dire, perdendosi nei suoi occhi, così simili ai propri... Lo baciò di nuovo, delicatamente.
<< Ti prego... Non te ne andare... Non riesco ad odiarti..> mormorò, appoggiando il capo sulla sua spalla e aggrappandosi letteralmente ad Itachi.
<< Non riesco a stare lontano da te. >> lo strinse protettivamente tra le braccia, confortandolo come meglio riusciva.
<< Sei un maledettissimo bastardo...ma sei mio fratello... >> singhiozzò. Non si era reso conto di essersi messo a piangere. Si scostò dal fratello e si asciugò le lacrime, inutilmente.
<< A questo punto, non mi importa più... >> Gli diede un colpetto sulla fronte, come quando erano bambini, e così riuscì a strappargli un sorriso, nonostante le lacrime scendessero ancora copiosamente.
<< Allora dovrei considerarti solo un maledettissimo bastardo? >> domandò, mentre lo guardava dolcemente e portava una mano in fronte.
Non si era ancora reso conto di ciò che stava accadendo dentro di lui. Che ciò che provava non era più solamente tenero amore fraterno. Ma un qualcosa di più. Un qualcosa che spesso si intreccia e si allontana dall'odio.
<< Forse lo sono... Ma sei tutto ciò che mi è rimasto. >> Lo guardò, e ognuna delle sue lacrime era come una pugnalata. Lo dilaniava... Non avrebbe mai più voluto esserne la causa....
Sasuke si fece coraggio e alzò un braccio, accarezzandogli dolcemente una guancia. << Credo di volerti ancora bene... >> sussurrò, imbarazzato, mentre un leggero rossore si dipingeva sulle sue gote.
<< Anche io te ne voglio... Molto... >> Passò un braccio attorno alla vita del fratello e lo strinse di più a sé unendo nuovamente le loro labbra.
<< No... Non è normale ciò che stiamo facendo... >> disse, rifiutando il bacio. Non era normale che due fratelli si scambiassero dei baci in bocca.
<< Lo so anche io... E' sbagliato... Sono sbagliato... Ma sappi che per te lo rifarei all'infinito... >> Fu la sua unica risposta
<< Tu...Cosa? >> domandò, guardandolo stupito. Possibile che fosse..? No, si stava montando la testa. Erano fratelli!
< Io... Credo di amarti. >> Disse semplicemente, prendendo coraggio, e attendendo la reazione del fratello.... Già... la parola che tanto lo stava facendo soffrire... Il loro unico legame...
<< No...Tu non puoi... >mormorò, arretrando di qualche passo. Si passò la mano sulla bocca, come a pulirla, ma si pentì subito di quel gesto. Aveva ritrovato la paura di offenderlo.
E in effetti così fece... Il possessore dello sharingan abbassò lo sguardo, affranto.
<< Me ne vado... >> disse voltandosi.
<< N-no... Aspetta!... >> tentò di trattenerlo, ma il fratello non lo ascoltò e scomparve tra il fogliame. Che cavolo aveva fatto?! Stupido...Non aveva fatto in tempo a ritrovarlo che subito lo aveva ferito.
Non si era allontanato di molto... era giunto in prossimità del corso di un fiume... Si avvicinò, specchiandosi sulla sua superficie cristallina... Era distrutto... Avrebbe potuto uccidere centinaia di persone e non sarebbe stato meglio... Stava morendo dentro. Ma se si era innamorato di lui che colpa ne aveva?
<< Itachi... >> lo chiamò una voce. Sasuke lo aveva raggiunto.
Si girò verso di lui, trattenendo a stento le lacrime. << Sei venuto ad umiliarmi? >> chiese dolorosamente, piantandosi le unghie nei palmi delle mani...
Sussultò, notando le lacrime che a fatica il fratello tratteneva. << No... >> bisbigliò, avvicinandosi e accucciandosi accanto a lui. << Non ti voglio umiliare... E mi dispiace per quello che ho fatto, io... Non dovevo... >>
<< E' stato meglio così. Sempre meglio che continuare ad illudermi, non pensi? >> rispose con lo sguardo basso.
<< Forse... Mi dispiace, io... Non penso di ricambiarti, o forse si... Non capisco cosa mi succeda... >> disse, sedendosi sull'erba.
Itachi focalizzò la sua attenzione sul corso d'acqua, mentre lo ascoltava.
Lo amava, non lo amava.... Non sarebbe cambiato nulla comunque...
Insomma, che razza di futuro potevano avere? Che poteva offrirgli? Una relazione clandestina e incestuosa... Doveva lasciarlo in pace...
<< Non te ne andare... Ancora... >> mormorò, abbracciandolo, o meglio, buttandosi letteralmente al suo collo e facendo cadere entrambi nel fiume.
Sentì l'acqua arrivargli alla vita e le braccia del fratello strette al suo collo. Il suo petto contro la sua schiena. << Sasuke... Io... >>
Non sapeva nemmeno cosa dire... Avrebbe voluto girarsi e baciarlo, ma sapeva di non poterlo fare.
<< Ti prego... Basta... >> mormorò, senza lasciarlo andare. Non voleva che se ne andasse. Pensava che fosse normale per un fratellino volere il proprio niisan accanto, nonostante tutto...o no?
<< Non pensi che faccia male anche a me?! >> Quasi urlò. Il loro non era mai stato un normale rapporto tra fratelli, e di sicuro, se avessero continuato non sarebbe rimasto tale!
Sasuke si alzò. << Fa male a tutti e due... Perché allora non resti con me?... >> mormorò, togliendosi la maglietta, in modo da non beccarsi un'influenza. Eufemismo, dato che erano in piena notte.
Itachi lo osservò attentamente, senza perdersi un minimo movimento... Doveva proprio ammetterlo... Sasuke aveva un corpo magnifico... La pelle candida... Torace scolpito... Si costrinse ad abbassare lo sguardo. << Vuoi che resti...? >> Chiese con paura.
Il giovane si sedette sulla riva, appoggiando le braccia dietro la schiena e puntandosi. Sapeva che non perdeva una sua sola mossa, il fratello. Lo guardò dolcemente. << Non te lo avrei chiesto... >> rispose sommessamente.
Itachi fece un mezzo sorriso, per poi avvicinarsi a lui e sedersi al suo fianco. Deglutì a fatica. Stava per perdere la testa. << Va bene... >>
<< Come la metteremo con la legge? >> domandò, portando la testa indietro, in modo da far gocciolare via l'acqua.
<< La legge...? >> Lui non era mai stato il tipo che seguiva la legge...<< Beh non mi importa. L'importante che tu ne sia certo... >>
<< Ma non voglio vederti segregato in un nascondiglio! >> protestò, guardandolo seriamente. Gli rotolò sopra. << Voglio ricominciare la nostra vita da capo... >>
Trattenne il respiro d'impulso. Era agitato. Tremendamente agitato. Come non era mai stato in vita sua...<< Sasuke... Sai che non posso offrirti altro... Ho colpe troppo terribili sulle spalle per avere una vita normale... >>
<< Lo so... Eppure voglio crederci... Penso che se tradissi Akatsuki, le tue colpe verrebbero perdonate... >> mormorò, accucciandosi sopra di lui.
<< Sai... >> Iniziò spostandogli una ciocca di capelli dal viso. << Sono stati loro la mia famiglia negli ultimi anni... Non voglio tradirli... Ho già distrutto gli Uchiha... Non posso fare lo stesso anche a loro... >> Gli posò un tenero bacio sulla fronte.
<< Capisco. Quindi...non potremo stare assieme... >> disse, alzandosi in piedi e riprendendo la maglietta. Sapeva che era sempre stato ostinato e in fondo al cuore poteva capirlo.
Ma Itachi lo fermò, trattenendolo per un polso. << Voglio stare con te... >> Lo abbracciò da dietro posando delicatamente le labbra sul collo candido del fratello. << Tu lo vuoi, Sasuke? Vuoi stare con me? >> Mormorò tra i baci che gli dava.
Il ragazzo pose la sua mano su quella in vita del fratello. Tirò indietro il capo, facendogli capire chiaramente che ci stava. << Voglio che tu tradisca Akatsuki. Fallo per noi. Per me... >> mormorò, lasciandosi pervadere dal piacere.
<< Ti voglio! >> Fu la sua unica risposta, mentre smetteva di tormentare il collo del fratellino dedicandosi alle sue labbra. Dolci e socchiuse. Le baciò con passione, sfiorandole delicatamente con la lingua...
Sasuke si stacco, leggermente. << Prima devi prometterlo... >> disse dolcemente.
Portò una mano nei suoi capelli e glieli sciolse.
<< Te lo prometto... >> Disse esitante, mentre lasciava che le mani del fratello gli scorressero tra le ciocche corvine. Si impossessò ancora delle sue labbra.
Il sedicenne portò una mano al suo cappotto e, lentamente, glielo fece cadere a terra. Poi mise la mano sotto la maglia nera di Itachi, esplorando quel corpo che tanto desiderava. Ma...perché stava facendo quello? Che lo amasse? Non lo aveva capito, ma tutto ciò gli piaceva.
Come sentì le dita di Sasuke sfiorargli il petto rabbrividì, stringendosi di più a lui. Non lasciava tregua alle sue labbra. Lo voleva tutto per sé.
Sasuke si fermò e si staccò da lui, guardandolo.
Era giusto farlo?
Erano fratelli, dopotutto.
Ma si potevano considerare fratelli?
Certo, il loro sangue non era cambiato, nonostante il tempo trascorso.
<< Io... Non so, Itachi... >> mormorò.
Il ragazzo si fermò.
<< Stai avendo dei ripensamenti? >>
Chiese col fiato spezzato dalla passione dei suoi baci.
Il giovane sorrise, incerto. << Non so se... Ora... >> mormorò, diventando tutto rosso. << Siamo..fratelli, nonostante tutto... >>
<< Tu lo desideri? >> Si scostò da lui di poco, quel tanto che bastava per perdersi nei suoi occhi dello stesso colore della notte.
<< I-io... >> chinò il capo. Non la sapeva. Non poteva accettare di fare del..sesso con lui. Era suo consanguineo. Maschio, per giunta.
Gli posò solo un dito sulle labbra, zittendolo.
<< Farò solo quello che mi dirai. >> Gli scostò i capelli dal viso.
<< Aspetto solo una tua parola. >>
<< Non lo so cosa è giusto o meno... Pensavo che ucciderti fosse la cosa giusta, ma ora non lo è più... Pensavo... Io pensavo... >> si confuse con i propri stessi pensieri. Lo abbracciò. << Sono... Confuso... >> ammise.
Lo strinse a sé come se avesse paura di perderlo... Gli accarezzò la schiena, mormorandogli frasi di conforto. Si chiedeva il motivo di tutto ciò, ma... non vi era spiegazione.
Che si fosse... innamorato?
No, era da escluderlo...
Non aveva mai amato nessuno, non sapeva come si faceva...
<< Perché fai questo? >> chiese sommessamente, nascondendo il viso nell'incavo del collo di Itachi.
<< ... >> Lui non seppe che rispondere. Si limitò a tenere ancora il fratello tra le braccia.
<< Non voglio che sia semplice sesso... >> confidò, schiettamente. << Ho fatto altre volte cose simili con... Altre persone, ma con te... Vorrei che fosse diverso... >>
<< Per me non lo sarebbe... >> rispose senza nemmeno riflettere.
Dunque era così... Non desiderava solo il suo corpo...
(continua..)
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 12:05 pm

(...continua)
<< So che può esserti difficile fidarti di me, però... Sappi che sono sincero... >> Abbassò lo sguardo, attendendo la risposta che gli avrebbe mostrato il lato più dolce del peccato... O quello più terribile della perdita.
<< Voglio fidarmi di te... Però... >> si staccò ancora un po' dal fratello. << Non credo sia giusto. Siamo... Fratelli... >> disse, amaramente, scostando lo sguardo di lato.
<< Siamo fratelli, è vero... Ma... In questo momento non mi importa. Io desidero te. Non mio fratello, non il vendicatore degli Uchiha, non un ragazzo qualsiasi. Solo te. >>
Deglutì a fatica.
<< Puoi concedermelo? >>
<< Non lo so... E'... Innaturale... e... >> si portò una mano alla bocca, zittendosi.
E cosa, caro Sasuke? gli domandò una vocina all'interno della sua testa.
E' maschio. Mio fratello. E' un ricercato...
Hanno davvero importanza, questi fatti?
Certo che....
Il giovane non seppe rispondersi. Davvero queste cose gli avrebbero impedito di far felice il fratello?
Come se gli avesse letto nel pensiero, Itachi aggiunse. << Devi farlo per te, non per me. >>
Il quindicenne si alzò in punta di piedi e delicatamente pose un dolce bacio sulla fronte del fratello. Nonostante fosse ancora abbastanza confuso, voleva renderlo felice, per almeno un momento.
Itachi abbassò lo sguardo...
Lo voleva sempre di più...
Desiderava possederlo, farlo suo.
<< Vuoi appartenermi? >>
Gli chiese lasciandogli chiaramente intendere a cosa alludeva.
<< I-io... Si... >> mormorò, abbassando per un attimo lo sguardo, per poi rialzarlo perdendosi quelle pozze cremisi.
Itachi non gli rispose, ma sfiorò nuovamente le sue labbra, unendole in un tenero bacio. Fece passare un braccio intorno alla vita di Sasuke per attirarlo più a sé.
Sasuke chiuse gli occhi, cercando di farsi pervadere dal piacere, senza pensare a ciò che stava accadendo. Non doveva avere rimorsi. Non poteva. Voleva essere alla sua altezza. In tutto.
Da parte sua Itachi aveva intenzione di rendere indimenticabile la notte che avrebbe seguito... Ancora stringendolo tra le braccia, fece scorrere una mano lungo la sua spina dorsale, andando a sfiorare il bordo dei pantaloni.
Il fratellino catturò la bocca dell'altro in un bacio, stuzzicando le labbra. Mise le braccia attorno al collo del fratello, mentre una gamba si infilava birichina tra quelle di Itachi.
Il fratello maggiore, ansimò, ma senza staccare le labbra da quelle di Sasuke lo tirò a terra, costringendolo a stendersi sul terreno.
Sasuke guardò fiducioso l'altro, o almeno sperò che nel suo sguardo ci fosse fiducia e non paura.
Il ragazzo gli sorrise dolcemente, sedendosi sopra il suo bacino, in modo da avere le gambe lungo i fianchi dell'altro. Con le labbra prese a tormentare il collo, marchiandolo di caldi baci, mentre la stessa mano che prima aveva tentato di sfioragli le natiche, ora gli sbottonava il primo bottone dei pantaloni che indossava.
Il ragazzino mosse leggermente il bacino verso il fratello. Piano piano la voglia si era impossessata di lui. Tirò indietro la testa, mentre con una mano esplorava l'ampio petto dell'amante; l'altra era immersa nei suoi lunghi capelli corvini.
Dopo aver slacciato anche l'ennesimo bottone Itachi scese con la bocca lungo il suo torace perfetto, baciandone i pettorali e l'addominale scolpito, seguendo una linea immaginaria dallo sterno all'ombelico del ragazzo.
<< Di più... >> mormorò quasi inconsciamente, senza rendersi conto di muovere a malapena il bacino.
Itachi non si fece pregare, scendendo di più con la lingua, incontrando il basso ventre del ragazzo. Rimosse i pantaloni che indossava e posò lievi baci sul rigonfiamento appena evidente che i suoi boxer mostravano.
Sasuke gemette. Non pensava che il sesso potesse arrecare tanto piacere fin dall'inizio. Lo guardò, sapendo che ormai non lo faceva per il fratello, ma era stato trascinato appieno nel piacere.
L'Aniki ignorando i gemiti del fratellino continuò a occuparsi della sua erezione sempre più in crescita, mentre portava le mani all'altezza dei suoi fianchi, prendendo a sfilare l'ultimo capo di biancheria rimasto.
<< I-Itachi... >> mormorò, mettendogli una mano tra i capelli e spingendolo verso il proprio bacino.
Dopo averlo rimosso totalmente, il ragazzo dai lunghi capelli corvini avvicinò le labbra al membro dell'altro. Ne leccò l'asta calda, per poi succhiarne la punta.
Il più piccino allargò meglio le gambe, come a volere di più.
E il ragazzo non lo fece attendere.
Continuò il lavoro della sua bocca, con costanza, mentre con le mani contribuiva ad accarezzarlo, in modo da aumentare il suo piacere.
Il quindicenne inizio ad ansimare e a gemere sempre più forte. Non aveva mai provato nulla del genere con nessun altro. Iniziò a muovere inconsciamente il bacino sempre più veloce. Non gli bastava più. Voleva ancora e ancora.
Itachi allora si accorse che stava per venire, e si fermò, guardandolo poi negli occhi con un sorrisetto soddisfatto.
<< Sasuke... >> Fu tutto quello che riuscì a dire.
<< Niisan... >> mormorò, ricambiando con uno sguardo dolcissimo.
Cercò dolcemente le sue labbra per un lungo bacio. Prese il suo cappotto nero e lo stese a terra per poi farvi sdraiare sopra il fratellino.
Sasuke fu preso dal panico. Era davvero la cosa giusta? Rimanevano pur sempre fratelli. Nonostante il piacere che aveva e che avrebbe provato, il dubbio gli rimaneva. Nonostante tutto.
Itachi si accorse che qualcosa era cambiato in lui, e allora iniziò.
<< Se non vuoi basta che tu lo dica chiaramente. >>
Aveva assunto il tono freddo e distaccato che aveva sempre...
Il più piccino prese a tremare leggermente al tono di Itachi. << Non lo so...non lo so... >> mormorò, portandosi le mani agli occhi, tentando di nascondere le lacrime che premevano per uscire.
<< Il tuo corpo lo sa benissimo. >> Ammiccò facendo arrossire il più giovane. << Ma tu? >>
<< S-siamo fratelli... >> farfugliò, mentre portava le mani alla bocca, a coppa. Si sentiva in colpa per non riuscire a donarsi a lui. Si sentiva in colpa verso i suoi genitori e il suo clan se stava con lui.
<< Già... Lo siamo... >> Mormorò tristemente alzandosi da sopra di lui e sedendosi al suo fianco. Prese a fissare lo scorrere dell'acqua davanti ai suoi occhi... Il fiume... Così placido e inarrestabile...
In realtà era parecchio veloce, ma non ci diede peso.
<< Mi ami? >>
<< A-amarti?...come... Non, io... >> era confuso. Non sapeva cosa voleva e ora lui gli chiedeva se lo amava?! Certo che no! O meglio, nonostante ciò che aveva fatto... << Tu rimani il mio niisan... >> sospirò, guardandolo senza togliere le mani dal proprio viso.
<< Hai già risposto. >> Recuperò il suo cappotto e si rivestì. Sapeva di avergli fatto una domanda assurda... Chi poteva SERIAMENTE pensare di amarlo? Era solo un illuso.
E uno spietato assassino.
Non meritava amore, tanto meno quello di Sasuke. Avrebbe finito con lo sporcare anche lui con le sue colpe troppo gravi per essere perdonate o dimenticate.
<< E' meglio così. >> Tornò a ripetere, stavolta più a sé stesso che a lui, mentre teneva lo sguardo fisso sul corso cristallino.
<< No, aspetta... >> si tirò a sedere, prendendolo per un lembo del cappotto. << Io... Non riesco a fidarmi... E se tutto questo fosse... Un ordine di Akatsuki?...Magari no, magari si... > disse, guardando la nuca del fratello.
<< Vuoi che li abbandoni? >> Si girò verso di lui.
Lo sguardo gelido.
<< Vuoi che abbandoni quella che è stata la mia famiglia per questi anni? >>
Gli prese una mano, baciandone le nocche. << Per te lo farei. >>
<< Io... >> sospirò, distogliendo lo sguardo. Non riusciva a capacitarsi di quel suo strano comportamento.
Era un ordine di Akatsuki?
O era venuto di sua spontanea volontà?
Non avrebbe potuto fidarsi finché fosse stato in quella maledetta organizzazione.
<< Mi dici... Come posso fidarmi se... Starai con loro? >>
<< Non devo dirti io come puoi fidarti di me. >> Puntualizzò velenosamente per poi pentirsene. Era inutile sfogare la sua rabbia con lui, non se lo meritava.
<< Scusami... Vuoi che lasci Akatsuki? Lo farò. >>
<< No. Non voglio obbligarti. >> rispose, inacidito. Si alzò e si rivestì. << Decidi tu... >> sparì tra il fogliame con un leggero fruscio. Ma non andò molto lontano, solo qualche metro più in su, seguendo il corso del fiume.
Allora Itachi capì che era esattamente quello che il ragazzino voleva. Lentamente percorse la strada che lo avrebbe portato al luogo dove lui e Kisame avevano deciso di passare la notte.
Dopo tanta strada lo raggiunse.
<< Hey Itachi, che fine avevi fatto? >> Lo sentì chiedere mentre dava una lucidata alla sua spada.
<< Lascio Akatsuki. >> Si limitò a dire facendo per tornare indietro.
<< Tu cosa?! Non puoi!! >> Si era alterato...
<< Hai capito; me ne vado. >>
Il leggendario spadaccino fu più veloce di lui e lo spinse contro un albero, prendendolo per il bavero del cappotto.
<< Non puoi. Ricordati che é merito di Akatsuki se sei vivo. >> gli soffiò, a poca distanza dal suo viso.
<< Io... Lo so... Lasciami Kisame. >> Cercò di sottrarsi alla sua stretta ma era troppo salda, anche per lui.
<< E allora cosa credi di fare? >> disse, con un ghigno in volto.
Saldò la presa ancora di più.
<< Basta, lasciami!! >> Mormorò a fatica sentendo la presa su di lui aumentare. Un pensiero si fece strada nella sua mente... Forse lo avrebbe ammazzato di botte... Beh... con lo sharingan non aveva rivali, ma purtroppo sapeva che Kisame aveva un modo per neutralizzarlo...
<< Perché vuoi lasciare Akatsuki? >> domandò, mentre con una mano prendeva una benda e gliela legava davanti agli occhi. Senza Sharingan non poteva nulla. Contro nessuno.
<< Cosa stai?! MI STAI BENDANDO?! >> Cercò di divincolarsi. Riusciva quasi a sentire la paura attanagliargli la gola.
Lui che aveva paura di Kisame?
Non esisteva!
Eppure in quel momento era spaventato.
<< Cosa vuoi farmi? >> Chiese con timore.
<< Dimmi perché vuoi lasciare Akatsuki! >> soffiò, mentre iniziava a leccargli la gola sensualmente. Aveva atteso per anni di poterlo fare...e ora aveva anche la ragione giusta..
Itachi tremò quando sentì la lingua dell'altro sfiorargli la pelle con tanta insistenza. << Non ti riguarda!!! >>
<< Oh, si invece... >> mormorò. Mentre con una mano gli sbottonava il cappotto, con l'altra gli portò le mani sopra la testa, premendolo contro l'albero col proprio peso. Non se lo sarebbe lasciato sfuggire. Non così facilmente, almeno.
<< Kisame cosa vuoi farmi? >>
Era una domanda retorica quella che aveva appena fatto. Data la situazione era ovvio.
Provò ancora a divincolarsi ma senza successo.
<< Per colpa di quello stronzetto, ti sono venuti i rimorsi di coscienza, per caso?...Forse dovrei fare fuori lui... >> disse, buttandolo per terra.
Ma non gli lasciò il tempo di pensare a nulla; gli fu subito sopra.
<< Co.. Non toccare Sasuke! Non c'entra nulla!! >> Sentì il peso dell'altro su di sé con la consapevolezza che non avrebbe potuto fare nulla per evitarlo.
<< Da quand'è che ti interessa di lui?...O cosa ti interessa... >> Avvicino il proprio viso a quello del suo compagno. Non poteva vederlo, e la cosa lo eccitava di più. << Sta' calmo... E andrà tutto bene... >> mormorò, prima di baciarlo con violenza.
Itachi non poté rispondere.
Tentò di tenere le labbra serrate da quell'intrusione ma quando l'altro fece pressioni sul suo mento le dovette dischiudere.
Si fece schifo.
Ma in fondo... Forse se lo meritava...


§*****Fine Capitolo 05*****§
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 1:33 pm

questo capitolo mi ha colto alla sprovvista avevo sempre pensato a sasuke e naruto e non con il fratello..................questo mi ha un pò sconvolto ma tutto sommato è fantastico anche questo capitolo...................
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 1:37 pm

affraid sei troppo gentile^^ grazie da entrambe!!!!!!!!
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   Lun Lug 30, 2007 1:39 pm

non c'è di che.....................
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MessaggioTitolo: Re: Pain and Pleasure - Naruto, Yaoi, NC17   

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